b2ap3_thumbnail_downshifting.jpgDownshifting. La parola rimbalza dall’Economist a Le Monde a La Repubblica alle riviste di lifestyle. In pratica scalare la marcia, non essere più schiavi degli orpelli a cui ci ha costretto la civiltà dell’apparire, dall’ansia da prestazione, dall’ammazzarsi di lavoro per avere di più, ma molto meno tempo per vivere. Ci hanno provato in tanti, qualcuno c’è riuscito.

Come Giovanni Rinaldi, il mio fotografo del cuore con cui ho attraversato mezzo mondo per realizzare reportage. Con sua moglie Francesca, vent’anni come manager nell’area comunicazione prima nell’agenzia di Armando Testa e poi nella direzione pubblicità di Ferrovie dello Stato, due anni fa hanno voltato pagina. Hanno comprato un Grand Soleil 45 del 2006 (nella foto durante una tappa a Skopelos, nelle Sporadi) attrezzato con pannelli solari e dissalatore, ideali per navigare in autonomia. Il nome, P’acá y p’allá, è il titolo di una poesia di Pablo Neruda. E da due anni navigano per sei mesi all’anno tra le isole dell’Egeo. Adesso i brain storming sono con le tartarughe marine, i pescatori, i proprietari delle taverne che profumano di moussakà e calamari alla griglia. Non si sono pentiti e scrivono i loro racconti di viaggio, di sventolate, di ormeggi fantastici sul sito pacaypalla11.blogspot.com.

Buon vento, Giovanni e Francesca!

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