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Sono 10 le domande che rivolgiamo a Ucina, a Ente Fiera e a I Saloni Nautici, l’organizzatore del Salone Nautico di Genova, per cercare di capire cosa sta succedendo e che futuro ha il diporto italiano, inteso come comparto produttivo. Fino a pochi anni fa era ritenuto una delle armi vincenti del nostro paese, oggi è boccheggiante: siamo passati dal miliardo e mezzo di euro (1.508.250.000 €) di produzione nazionale per il mercato nazionale, ai 90 milioni e 200mila euro del 2013 (dati: Nautica in cifre, Ucina). E boccheggiante è anche il Nautico, come lo chiamano a Genova, mentre i concorrenti, vicini per geografia e calendario, Festival de la Plaisance di Cannes e Monaco Boat Show, continuano a crescere e a richiamare investitori, clienti e pubblico.

 

1. Made in Italy, eccellenza, qualità e internazionalizzazione, sicuri che non era possibile uscire da questi stereotipi?

2. Dopo decenni in cui per vedere le barche si è preferito puntare sul lusso invece che sull’idea di andare per mare, gli italiani ora pensano che armatore uguale evasore: quanta responsabilità hanno il salone, i cantieri e Ucina?

3. Quanta gente arriverà per parlare qualche ora con Max Sirena?

4. Quand’è che per andare all’estero la nautica italiana comincerà a muoversi come una entità compatta e non come una costellazione di cantieri?

5. Comincerete ad accettare le critiche dalla stampa senza gridare al regicidio?

6. C’era davvero bisogno di I Saloni Nautici Spa, la nuova società che si pone tra Ucina e l’Ente fiera, o sarà solo un costo in più?

7. Puntare sul turismo nautico: sì, ma come?

8. Ucina è composta da cantieri italiani ed è direttamente coinvolta nell’organizzazione del Salone. Allora perché gli stessi cantieri italiani continuano a preferire Cannes a Genova?

9. Lo dimostra uno studio della National Marine Manifacturers Association, l’Ucina statunitense: l’87% dei diportisti ha iniziato a navigare da bambino. Cosa si sta facendo per portare i più piccoli in barca?

10. Fare crescere la partecipazione è prioritario per l’industria nautica nel suo complesso: solo vendendo barche e servizi il comparto può crescere. Cosa si sta facendo per allargare la base dei diportisti?

 

Ci farebbe piacere dare spazio ai soggetti chiamati in causa o a chiunque volesse darci delle risposte, per avere un po’ più di chiarezza sul futuro dei nostri cantieri, industrie navali e affini.

 

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