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La nautica ha bisogno di tornare a sognare”  è l’invito alla politica di Anton Francesco Albertoni, presidente dell’Ucina, la confindustria di settore. L’occasione dell’incontro è “La nautica al lavoro è lavoro per il Paese”,  convegno organizzato a Palazzo Madama dal Pd. Il promotore è il senatore con il pallino della diporto, Raffaele Ranucci.  

 

Chi è il senatore Ranucci? Intanto un appassionato di vela. Sul suo Skagerrak, un ketch di 90’ varato nel 1939 e che non è ancora chiaro se fu realmente la barca di Adolf Hitler, nacque la love story tra Azzurra Caltagirone e Pier Ferdinando Casini. Da senatore ha reso punibile timonare in stato di ebbrezza con un emendamento nel Milleproroghe del 2009. L’anno prima, da palazzo Madama, insieme a Luigi Zanda, Riccardo Villari e Roberto Della Seta (tutti del Pd) fece partire una proposta di legge per dotare di campo d’ormeggio con gavitelli e corpi morti, le località meno ricche di posti barca o dai fondali da salvaguardare di campi d’ormeggio. Da assessore dello Sviluppo economico, ricerca, innovazione e turismo della Regione Lazio, anno 2006, ha sostenuto e fortemente voluto un distretto regionale della nautica. Per la nascita del distretto fu presentato anche uno studio della Facoltà di Economia dell’Università La Sapienza, su 70 imprese nautiche del territorio di Fiumicino. Il distretto “sognato” dal senatore Ranucci avrebbe dovuto comprendere tutte le imprese del Lazio, balzata nel giro di pochi anni ai primi posti in Italia, con un miliardo di fatturato all’anno, pari al 14% del volume d’ affari di tutto il paese. Le imprese del settore 650, quasi 2.000 quelle dell’indotto. Con nuclei di eccellenza come Fiumicino. Ma dove è finito il distretto? E soprattutto, i cantieri navali del Lazio cosa pensano di Ranucci che oggi si occupa di nautica su scala nazionale? (lo chiederemo ai diretti interessati in un altro servizio) 

 

Intanto di nautica si occupa anche il senatore Luigi Zanda: “il gruppo del Pd al Senato sosterrà fino alla loro approvazione tutte le iniziative che possano dare sostegno e supporto a un settore come quello della nautica che ha un ruolo importantissimo nel sistema produttivo italiano” è l’impegno preso dal presidente dei senatori del Partito democratico, intervenuto al convegno. L’incontro è stato un ulteriore occasione per sottolineare come il comparto vanto del Made in Italy e dell’industria manifatturiera, con poli d’eccellenza, rappresenta la quinta voce dell’export italiano (Fondazione Edison) con un fatturato sceso da 6 a 2 MDI. 

 

Cosa ha prodotto enormi danni alla nautica e al mondo del turismo nautico?  La crisi economica, unita a politiche fiscali errate è stata la risposta unanime degli operatori  del settore. In particolare Giovanna Vitelli del gruppo Azimut Benetti ha messo all’indice la tassa di stazionamento, l’eccessivo controllo in mare, “l’assioma insopportabile che possesso barca equivale a evasore fiscale”. Gian Marco Ugolini dell’Osservatorio nautico ha evidenziato come nel Dl del Fare del governo Letta, di fronte all’emorragia di posti di lavoro nel settore dell’indotto, causato dalla scomparsa di oltre un quarto della flotta, finalmente si decide di dare un segnale concreto e la tassa di possesso viene abrogata per le unità sotto i 14 metri.  “Segnali concreti che –  ha dichiarato Ugolini –  il nuovo governo dovrebbe proseguire”.  Nella relazione dell’Osservatorio nautico si legge: il 2012 viene additato come l’anno nero funestato dall’istituzione della tassa di stazionamento sulle imbarcazioni da parte del governo Monti, un caso emblematico di governo autolesionista. Sono intervenuti i senatori Pd Raffaele Ranucci e Massimo Mucchetti, il responsabile Pd del Turismo, Armando Cirillo, , Pietro Vassena, Andrea Razeto, Antimo Di Martino, Roberto Perocchio

 

Dati economici sul turismo nautico

La nautica e la sua filiera garantiscono benefici superiori alla media del comparto marittimo, sia in termini economici che occupazionali, rispetto a qualunque altro settore del cluster marittimo, incluso il crocieristico: secondo il Censis i dati della nautica sono rispettivamente di 4,5 (moltiplicatore economico) e di 6,5  quello dell’ occupazione a fronte di un media del cluster di 2,5 e 1,8 (Il moltiplicatore è un coefficiente che dà idea di quanto vari una misura nel suo complesso, in questo caso pil e forza lavoro, in funzione di elemento specifico, la nautica, ancora più semplicemente, se investo un euro a monte, quanti euro si generano in totale). L’indotto derivante dall’uso della barca, genera un contributo al pil che secondo il Censis nel 2009 si aggirava sui 4,55 Mld di euro, poco meno della produzione industriale, e oggi vale 1,5 miliardi di euro e dà lavoro a circa 85mila persone. Secondo il Censis, un marina turistico genera complessivamente 90 posti di lavoro, di cui 12 direttamente alle dipendenze del porto, 55 occupati in attività inserite nell’area portuale e 23 occupati nel territorio. Ogni 3,8 imbarcazioni si genera un posto di lavoro in attività turistiche e nei servizi.

 

di Lucrezia Cimini

 

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