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Presentata il primo settembre 2015, Nautica Italiana è la nuova associazione di marchi legati al diporto nautico italiano che nasce dopo l’abbandono di Ucina da parte di alcuni dei principali operatori del settore. Sono 25 i brand (in alto, alcuni dei padri fondatori, immortalati durante la presentazione) che hanno dato vita a questa nuova associazione nata per raccogliere le eccellenze che ruotano intorno al mondo della nautica: produzione, servizi e territori, e con il fine dichiarato di essere il primo riferimento soprattutto per quanto riguarda il dialogo con i mercati esteri.  

 

La sveglia arriva con Illy

Per sottolineare la volontà di questo nuovo ente di rappresentare uno dei momenti di eccellenza tricolore, la presentazione è avvenuta nello Spazio Panorama di Piazza Gae Aulenti a Milano, una particolare struttura con una grande camera circolare in cui è proiettato sull’intero orizzonte, un filmato con immagini che rappresentano tutto ciò che rende l’Italia unica al mondo: bellezze paesaggistiche,  storia, arte, moda, motori, enogastronomia ecc. Per enfatizzare la vocazione per l’eccelso, a officiare la cerimonia è stato chiamato Andrea Illy, presidente di Fondazione Altagamma a cui Nautica Italiana è affiliata. L’industriale triestino ha dichiarato: «11 dei brand di Nautica Italiana hanno scelto di diventare soci della nostra Fondazione e di questo siamo onorati poiché la nautica italiana è un’eccellenza unica al mondo. La scelta di affiliarsi ad Altagamma è inoltre un passo innovativo che rafforza le potenzialità di collaborazione fra i nostri singoli settori a sostegno di quella cultura del fare sistema di cui il nostro Paese ha estremo bisogno». Altagamma, nata nel 1992, riunisce le imprese dell’alta industria culturale e creativa italiana: alimentare, moda, design, hotellerie, gioielleria, automotive e adesso anche nautica, ricercando sinergie anche in campi diversificati: promozione e co-marketing, studi e ricerche di mercato, relazioni istituzionali e cultura di impresa.

 

Nautica-Italiana-2I tre punti chiave

Durante la presentazione della nuova realtà (a sinistra, il logo) che anche se non apertamente si pone, di fatto, in contrasto con Ucina (Unione Cantieri Industrie Nautiche e Affini), la confindustria nautica, sono stati evidenziati i tre punti focali da cui muoveranno le azioni di Nautica Italiana. 

• sostegno alle esportazioni con un lavoro sulla credibilità dell’intero comparto, attraverso l’adozione di una carta dei valori (attualmente in fase di redazione) inserita nello stesso statuto fondativo.

• agevolazione della presenza agli eventi internazionali non tanto delle singole aziende, quanto dell’intero comparto nautico, alla stregua di quanto già da decenni è operato dalla nautica olandese e inglese.  

• messa a punto di un reale metodo di misurazione e controllo dell’andamento del comparto, a oggi ancora assente in Italia (la Nautica in cifre, pubblicazione di Ucina e unico documento che monitora il mercato e la produzione nautica italiana, è redatto in base a un questionario inviato ai cantieri associati che rispondono su base volontaria e autocertificata)

 

Il gruppo di esperti

Lamberto Tacoli, presidente del cantiere Crn Ancona, ex vicepresidente di Ucina e presidente della nuova realtà associativa, durante il discorso di presentazione, ha richiamato l’attenzione sull’intenzione di questa neonata creatura di cercare un rapporto costante con le istituzioni di riferimento. Il fine, ha spiegato, è dare valore alla nautica italiana incrementandone l’immagine e il peso politico grazie, soprattutto, al valore tecnico e culturale di un comparto che, in termini di numeri e di successo commerciale, rappresenta il principale player mondiale di settore. 

Al debutto ufficiale erano presenti anche gli altri sei membri del Comitato di presidenza, eletto dai fondatori di Nautica Italiana: Luigi Alberto Amico, Cataldo Aprea, Fabio Boschi, Giovanna Vitelli, con il ruolo di vicepresidenti; il consigliere Corrado Salvemini; e il Segretario Generale Lorenzo Pollicardo che i qualche modo torna a occupare la posizione che per molti anni ha ricoperto in Ucina.

 

Lotta fratricida?

Come già accennato, il rischio che le due unioni di categoria coesistenti oggi in Italia possano stridere è forte e il dubbio è stato più volte esposto anche dalla platea, ma la presidenza ha tenuto a dichiarare che esiste: «la convinzione che una strategia di sistema non possa prescindere da una visione comune da declinare in un completo e articolato piano di azioni concrete». Infatti, ha aggiunto Tacoli, «proprio ieri ho scritto a Carla Demaria (il presidente Ucina, ndr) per annunciare la nostra nascita e rassicurarla sui nostri intenti comuni e lei ci ha augurato un buon lavoro». Interpellata a riguardo, Ucina si è trincerata dietro a un enigmatico: No Comment. La domanda è: hanno capito in Ucina che se ne sono andati alcuni dei marchi più rappresentativi e anche spendibili in termini di immagine? Anche perché Tacoli non ha nascosto l’idea di fare proselitismo e cercare altri cantieri e operatori del settore che vogliano entrare nella nuova struttura. E il sospetto è che così come fanno le compagnie telefoniche per prendersi i nuovi clienti, debbano andare a portarli via a chi già ce li ha…

 

Dubbi e inquietudini

Di sicuro rimane il rischio che con due interlocutori separati, il compartimento possa perdere vigore nei confronti delle istituzioni. Tuttavia c’è da dire che con l’ingresso in Altagamma, la vicinanza con i grandi nomi dell’industria del Bel Paese potrebbe giocare a favore della neonata, cui manca, però, ancora il riconoscimento e l’affiliazione a Confindustria, che al momento ha nelle sue file Ucina e, per statuto, non può accogliere due associazioni diverse per la stessa categoria. Infine rimane la domanda con i risvolti più immediati: che cosa succederà al Salone di Genova, prima e più evidente manifestazione dell’operato di Ucina in Italia? Diserteranno tutti in massa? Lo scopriremo il prossimo 30 settembre.

 

Chi sono i 25 fondatori

Per concludere, ecco le aziende fondatrici e il loro settore merceologico illustrate anche attraverso un video che ne mostra il frutto del lavoro (di eccellenza, c’è da ammettere)

 

Amico & Co, Refit & Repair

Apreamare, Costruzione Imbarcazioni

Arcadia Yachts, Costruzione Grandi Yacht

Azimut, Costruzione Imbarcazioni

Baglietto, Costruzione Grandi Yacht

Baia, Costruzione Grandi Yacht

Benetti, Costruzione Grandi Yacht

Cantieri di Sarnico, Costruzione Imbarcazioni

Cantieri del Mediterraneo, Costruzione Imbarcazioni

Cerri, Costruzione Imbarcazioni

CRN, Costruzione Grandi Yacht

Custom Line, Costruzione Grandi Yacht

Ferretti, Costruzione Imbarcazioni

Giacomo Colombo, Costruzione Imbarcazioni

Itama, Costruzione Imbarcazioni

Lusben, Refit & Repair

Maltese, Refit & Repair

Marina di Varazze, Marina

Mase Generators ,Accessoristica

Mochi, Costruzione Imbarcazioni

Perini Navi, Costruzione Grandi Yacht

Pershing, Costruzione Grandi Yacht

Picchiotti, Costruzione Grandi Yacht

Riva, Costruzione Imbarcazioni

Salpa, Costruzione Imbarcazioni

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