trotsky-ucina

Ricevo, da parte dell’Ufficio Stampa di Ucina, questo comunicato. Lo leggo e mi sento in un romanzo di Orwell, non so se 1984 o La fattoria degli animali. Ve ne trascrivo i passaggi salienti:

 

«[…] Negli ultimi anni sono comparsi […] diversi articoli in cui il nome di UCINA e/o dei suoi Organi Direttivi veniva più o meno direttamente accostato a quello dell’Ing. Lorenzo Pollicardo, fra l’altro quasi sempre senza alcuna reale incidenza, in quanto il contenuto dell’articolo non sarebbe stato in alcun modo alterato in assenza di tale accostamento. Al riguardo, UCINA desidera fare alcune precisazioni:
– l’Ing. Lorenzo Pollicardo è stato assunto da UCINA con la qualifica di dirigente a decorre dall’1 novembre 1999;
– lo stesso è stato oggetto di licenziamento per gravi motivi nel corso dell’ottobre 2008 ed ha conciliato ogni pendenza con UCINA, accettando una risoluzione consensuale del contratto di lavoro dal giorno dell’avvenuto licenziamento con rinuncia ai diritti […].
Data la tipologia dei motivi per cui UCINA ha notificato il licenziamento, l’Associazione, a tutela della sua immagine, è a chiedere che, in futuro, su pubblicazioni della Vostra Testata la figura dell’Ing. Lorenzo Pollicardo non venga, anche se solo in maniera indiretta, accostata al nome di UCINA e/o i suoi Organi Direttivi».

 

Conclude con i cordiali saluti e frasi di rito. Dunque: da quanto sopra esposto risultano chiare alcune cose.

 

Uno, all’Ucina preme molto riconoscere il titolo di studio di Lorenzo Pollicardo: è ingegnere e questo pare avere una notevole rilevanza. 

Due, a distanza di sei anni ancora non sappiamo perché il segretario generale della Confindustria nautica, dopo nove anni di servizio, sia stato eiettato senza manco il casco in testa, a due giorni dall’inizio del Salone nautico di Genova 2008. 

Tre, Ucina (il suo ufficio stampa devo solo obbedire) ha idea di che cosa sia Internet, Linkedin, per dire, o un archivio in rete? Uno può augurare la damnatio memoriae di chiunque, ma sperare che si realizzi, oggi, suscita sentimenti a metà tra la compassione e lo sgomento…

 

Insomma, si pensa ancora che si viva ai tempi in cui il politburo sovietico decideva che Trotsky accanto a Lenin non ci stesse bene e quindi lo faceva rimuovere dalle fotografie? (ed ecco spiegata la foto dell’articolo) Non siamo più in quegli anni: oggi c’è Photoshop, i lavori vengono molto meglio, basta sapere usare gli strumenti e i livelli adatti. 

 

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