Mario Amati fondatore Itama
Un ritratto del 1977 di Mario Amati, il fondatore del cantiere Itama

Mario Amati, il fondatore a Roma nel 1969 dei Cantieri Navali Itama, è morto all’età di 83 anni, lo scorso sabato 20 febbraio 2016. La sua forza è stato sapere disegnare, insieme a Riva, il motoscafo open per eccellenza, quello che ancora oggi incarna l’ideale della barca aperta. La sua genialità traspare anche dalla scelta del nome: il marchio Itama, non era altro che il cognome del fondatore letto allo specchio. Lui delle sue barche diceva: «Gli Itama non cambiano ogni anno per seguire le mode… Io faccio barche per chi sta bene al mondo e ci vuole stare ancora meglio, perché la barca è un simbolo di felicità». Dalle sue mani, tra le altre, uscì l’Itama 38, una delle barche più rappresentative e amate degli Anni 70, il decennio in cui la nautica abbandonava l’immagine elitaria per cominciare a diventare più a portata di molti.

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L’Itama 38

Mario Amati nelle parole di chi oggi tiene in vita Itama

I motoscafi Itama, caratterizzati dallo scafo blu con finiture bianche, si affermarono sul mercato sin dai primi anni per la chiara cifra stilistica che ancora oggi li contraddistingue. Amati rimase al comando del cantiere da lui creato sino al 2001 quando fu rilevato da due compagini azionare, il fondo Opera di proprietà della famiglia Bulgari, deteneva la maggioranza, mentre in una quota di minoranza parteciparono Matteo di Montezemolo, Alessandro Benetton e Giovanni Malagò. Solo tre anni dopo, però, il marchio fu acquisito dal gruppo Ferretti, ai tempi in grande espansione (arrivò a detenere nove marchi storici) e primo protagonista al mondo per fatturato. Nel gennaio 2012, ha seguito il destino dei sette cantieri ancora in seno al gruppo di Forlì: la Shandong Heavy Industry Group-Weichai Group, società produttrice di scavatrici e trattori, controllata dallo Stato cinese, in quella data ha rilevato il 58% di Ferretti Group per 374 milioni di euro. Alberto Galassi, amministratore delegato del Gruppo, ha così ricordato Mario Amati: «A nome del Gruppo Ferretti, degli amanti del mare e dello stile Itama, ringrazio un uomo la cui visione, ingegno e opera hanno lasciato un segno indelebile nella nautica internazionale. Ci lascia un designer di ineguagliato talento e un grande italiano. Orgoglioso di continuarne l’opera, il Gruppo Ferretti rende a Mario Amati e al suo genio un ringraziamento e un commosso saluto.»

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