Sono le 7 del mattino. Sono troppo stanca per affrontare Bangkok. Un’ora e mezzo di metrò fino al centro, la ricerca di un hotel zaino in spalla, una lingua che mi sembra davvero troppo complicata a quest’ora del mattino, e una città famosa per il traffico. Cambio il mio volo, e alle 12 parto per Chang Mai.

La mia amica è a Pai (80 km a nord di Chang Mai), un paese a nord della Thailandia. Penso di raggiungerla oggi stesso, e così mi aspettano cinque ore d’attesa in aeroporto, 50 minuti di volo, 2 ore di autobus. Esco dagli arrivi e mi faccio abbracciare dal caldo sole del mattino. Quando arrivo a Pai sono le 18, è buio, ma la città è illuminata da infinite luci, splendide bancarelle per strada e mille colori, sapori e profumi (anche se non tutti li definirei proprio profumi). 

 

Un tempo Pai era un piccolo villaggio abitato da gente Shan (un popolo thailandese con influenze birmane), in cui artisti, esploratori e hippy finivano per incontrarsi e godere della tranquilla pace del luogo. Oggi è diventata una città turistica. Non fraintendetemi, ha ancora quell’incanto da furgoncino Volksvagen, con artisti (soprattutto tatuatori) a ogni angolo della strada, una scuola di circo imperdibile e bancarelle con ogni tipo di oggetto artigianale, tentazione anche dei più squattrinati. Pai ha ancora la magia di un tempo. Solo con il moderno suono di “massaaaaaaaaaage” nell’aria. 

 

I giorni successivi andiamo in giro tra cascate, giungle, montagne e statue di Buddha giganti. Questo posto ha un profumo di primavera. Rimaniamo a Pai tre giorni, in cui mi godo il piacevole freddo notturno e il caldo sole diurno, le insalate di papaya, i mango sticky rice e i pad thai. Tre giorni in cui però lotto fino all’esaurimento contro: a. Jet lag; b. zanzare coccodrillo; c. live music di fronte al mio bungalow fino all’1 del mattino. Per una che pretende di svegliarsi alle cinque del mattino per fare yoga, è una sfida alla pazienza! 

 

È tempo di ripartire, mi aspettano altre cinque ore di viaggio verso Lahu Village e il corso di Thai Massage. E inizio a pensare che, forse, la mia streghetta non ci aveva visto giusto.

 

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