L’isola dell’amore. Cosi concludevo il mio ultimo post, giusto? Bene, dopo due mesi, due corsi di tantra e due livelli di yoga, non vi è alcun dubbio che Koh Phangan sia davvero l’isola dell’amore.

 

Qui l’amore è libero. In tutti i sensi. Nella comunità yoga in cui mi trovo (una cinquantina di professori e, in alta stagione, solo al primo livello, ci sono circa 130 studenti da tutto il mondo, e ben 24 livelli!), le relazioni aperte sono ciò di più normale. 

 

Uno dei miei professori ha una relazione con due donne, Jane e Inge. Jane ha anche una relazione con Manuel, mentre Inge ha una bellissima figlia di 6 mesi da un altro uomo. Manuel, oltre che con Jane sta con Amanda… (ok, se siete stati frequentatori di Beautiful negli anni passati, non vi è difficile capire la dinamica). La cosa sorprendente è vederli tutti insieme. Sono una grande famiglia. Sono felici. Ogni mattina Inge porta la colazione a Jane, perché la sua cucina non è ancora finita, mentre Jane è andata in Europa ad assistere e sostenere Inge durante il parto. Si respira amore e sostengo tra loro. 

 

Vengo da una famiglia prevalentemente cattolica, o basti dire italiana, in cui la monogamia è la solida base delle relazioni. Ma, parliamoci apertamente… ho conosciuto, e devo ammettere io stessa sperimentato, una forma molto comune di “relazioni aperte”: il tradimento. E anche quando non c’è tradimento, la maggior parte sono relazioni a scadenza, in cui si passa da uno all’altro, con la differenza che lo facciamo uno per volta. E’ forse questa una forma migliore d’amore? E se lo è, perché?

 

Non sono a favore o contro nessuna delle cose, credo che ognuna di esse sia un’esperienza che va vissuta, qualsiasi essa sia. Ma sono certamente a favore dell’amore, e non credo ci sia un unica forma di viverlo… E io che sognavo d’incontrare il principe azzurro su un cavallo bianco, forse devo iniziare a costruire altri box.

 

Con Amore, da Koh Phangan.

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