Sono seduta in aereo, destino Bangkok. Faccio scalo in Germania e Vietnam. Avevo comprato il volo per la Thailandia lo scorso luglio, partenza da Francoforte, quando ancora pensavo che la relazione con il ragazzo tedesco che mi aveva rubato il cuore in India sarebbe durata più di cinque mesi. Ma la vita aveva chiaramente altri piani in mente per me. Quali essi siano, non ne ho la più pallida idea. E infatti, nella mia testa non smetto di ripetere un unico mantra: cosa cavolo sto facendo? 

 

Ho venduto tutte le mie cose, e ciò che non ho venduto l’ho regalato. Ho disdetto il loft dell’ultimo piano in centro a Barcellona dove ho vissuto per quattro anni, mi sono comprata uno zaino da Decathlon, l’ho riempito di tante cose per fare yoga, più tanti shampoo e pochi vestiti, e ora sono seduta in aereo, sperando che quando arriverò a Francoforte il ragazzo tedesco sia ad aspettarmi agli arrivi. In fondo ieri aveva detto che avremmo potuto bere un caffe insieme in aeroporto…

 

A gennaio avrei dovuto rincontrarmi con lui a Koh Phangan, questa era una delle ragioni (forse quella principale?) per cui avevo deciso di andare in Thailandia. Volevo fare un corso di massaggio Thailandese, ma la streghetta che mi ha letto i tarocchi ha detto che non l’avrei fatto. Ha quindi messo in dubbio l’unica certezza che avevo. Così: qualcuno può spiegarmi perché sto andando in Thailandia?

Non ho più una mia casa in cui tornare, anche se posso contare su mille amici che mi aspettano a braccia aperte. Non ho un lavoro, anche se qualche soldo da parte sono riuscita a metterlo. Credo che stia ricominciando il viaggio verso me stessa che avevo intrapreso in India qualche mese fa. Questa volta ancor più cosciente e incerto. Paure, incertezze, dubbi, speranze, sogni. Sono un cocktail esplosivo di emozioni. 

Arrivo a Francoforte. Lui non c’è. 

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