Ecco, ho finalmente cambiato casa. Sono passata da un mini bungalow sulla spiaggia, con un letto matrimoniale diviso con la mia amica, a una casa tutta mia, con cucina, e acqua calda! Non diamo valore all’acqua calda finché ne siamo privati…

 

Insomma, la mia nuova casa ha vista oceano (se guardi intensamente un punto fisso trai fogliami degli alberi scorgi un po’ di mare), ha una splendida veranda, un letto enorme, e delle tende in merletto tailandese, che quando soffia il vento, diventano tremendamente sensuali. Ero davvero eccitata dal fatto di trasferirmi, ma non avevo realizzato che la vita nella giungla non fosse poi così semplice. 

 

b2ap3_thumbnail_irene-cambio-casa-2.jpgLucertoloni enormi, più simili a varani che a teneri gechi, rumori notturni provenienti dal tetto di bambù, ogni tipo di zanzara e insetto tropicale. Ieri ho aperto la porta della veranda, e ho spiaccicato un geco. Bene, me ne sono accorta un giorno dopo, e ho dovuto scrostare il suo corpo dal suolo, mentre lottavo contro formiche rosse che volevano impossessarsi dei resti. E mi domando da dove provengono tutti questi escrementi che giorno dopo giorno appaiono sul terrazzo. Non vedo uccelli intorno. Temo il peggio. Magari proprio durante una cena romantica a lume di candela. 

 

Ma sono felice della mia casa, dei miei spazi, e dei miei ritmi ritrovati. Yoga all’alba, mentre la natura si sveglia, e poi al corso ad Agama, pranzo con qualche amico, o magari passeggiata in spiaggia, di nuovo lezione di yoga fino a sera, fino a quando torno a casa, accendo candele e musica, e provo a cucinare un massaman curry. Nell’aria profumo d’amore, o forse semplicemente desiderio dello stesso. Sì perché su quest’isola sembra che la gente venga per trovare l’amore. Ma questo è un altro capitolo. 

 

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