Quando un anno fa ho fatto le valigie con destino Kenya e India ero fermamente convita di vivere un’esperienza alla Elizabeth Gilbert. Purtroppo non riuscii ad andare a Bali e completare così il terzo paese. Ma la vita è saggia, e porta tutto al momento giusto.

 

In questo momento andare a Bali implica ricevere un grande insegnamento, vivere una trasformazione personale, ma anche un esborso economico importante la fine di una relazione.

Rimanere a Koh Phangan suppone invece vivere ciò che già conosci e scommettere su una relazione più che su te stessa”.

Queste le parole della mia “streghetta” quando le ho chiesto se andare a Bali fosse una buona idea. Che ne dite, dopo i miei disastrosi incontri con gli uomini e questa preziosa informazione, c’è forse dubbio se fare le valige?

 

Arrivo a Ubud, dove incontro i miei cari amici Errol e Deniz (con loro ho passato i miei 3 mesi a Koh Phangan, diventando la mia famiglia per il mondo. Errol mi ha invitata ad assistere al suo workshop, sulla connessione con il nostro “Io” interno, ma appena arrivata per qualche stupida ragione sorgono tensioni tra noi. Invece di lasciar correre, sembra che le cose tra di noi peggiorino, e l’ultimo giorno rinuncio ad andare al corso.
 Casualmente incontro un amica che mi racconta che tutte le volte che viene a Bali va all’ashram di Ratu Bagus a fare la shaking meditation. 
Che coincidenza: due giorni prima di atterrare a Bali, Deniz mi aveva mandato il link del posto, e casualmente la ragazza da cui vado a farmi fare massaggi, mi aveva parlato dello stesso. 

 

Non avevo voglia di fare l’ennesima “terapia” dove si piange e si smuovono emozioni… avevo solo voglia di stare un po’ tranquilla… ma 3 persone diverse nel giro di 4 giorni, sono un chiaro segnale dell’Universo e non sarebbe giusto far finta di niente. Decido, ci vado: per 5 giorni m’immergerò nel pazzo mondo della “shaking meditation”…

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