Anche se la stagione per un derivista “puro” non termina mai, così come per le barche d’altura al termine del calendario regate, questo è il periodo giusto per prendersi cura del proprio scafo prima della stagione fredda.

Optimist, Laser, Equipe, Ego333, 420, 470 e chi più ne ha più ne metta. Che siate genitori che aiutano i figli o giovani velisti, questa piccola guida sarà valida per qualunque imbarcazione dobbiate mettere a riposo.

 

b2ap3_thumbnail_invernaggio-derive-2.jpgÈ normale che a marinai in erba risulti molto più gradevole uscire in mare, allenarsi e divertirsi tra le onde, ma è altrettanto fondamentale trasmettere loro quanto è importante prendersi cura delle proprie cose, responsabilizzandoli.

Spesso ciò che regaliamo loro è frutto di sacrifici da parte di tutta la famiglia (considerato il costo per l’acquisto di una piccola barca), ed è corretto che ci sia la giusta consapevolezza di questo gesto cogliendo l’occasione per insegnare qualcosa che resterà loro per sempre.

 

Approfittiamo di questi pochi e semplici accorgimenti per prenderci cura della barca e della attrezzatura, mantenendo tutto in buono stato e cogliendo così l’occasione per passare qualche ora con i nostri figli impegnandoci in una attività inusuale. Potrebbe essere tanto utile quanto divertente!

 

b2ap3_thumbnail_invernaggio-derive-3.jpgPrendetevi sempre cura della vostra deriva, degli accessori, dell’abbigliamento e della attrezzatura. Se trascurate qualche elemento, si potrebbe ridurre in cattivo stato e farvi brutti scherzi. Per non parlare dei soldi sprecati o, viceversa, della gioia di vedere uno scafo ben tenuto. 

Se siete dei genitori, utilizzate questa guida per infondere ai vostri piccoli marinai una giusta e responsabile cura dei propri mezzi. Sicuramente, anche da grandi, ricorderanno e apprezzeranno quanto imparato dedicando poi sempre le giuste attenzioni alle proprie cose.

 

Prima regola: niente sale

b2ap3_thumbnail_invernaggio-derive-8.jpgSe andate a vela in mare, sciacquate sempre la barca. Il sale corrode facilmente la ferramenta, rovina le vele e la vetroresina. Scegliete una bella giornata soleggiata e, muniti di spugna non abrasiva usando una pompa con acqua dolce e del sapone (quello di marsiglia va benissimo) lavate tutto lo scafo e l’attrezzatura. Siate sicuri di non lasciare ristagni di acqua perché, in caso di basse temperature, potrebbero trasformarsi in ghiaccio e crepare la vetroresina.

Per una finitura ottimale ripassate tutto con del polish, eviterà che la polvere si attacchi e renderà le superfici più lisce.

 

Cura degli indumenti

b2ap3_thumbnail_invernaggio-derive-4.jpgImmergete mute, calzari, giubbotti di salvataggio e tutto il resto in acqua dolce, per eliminare il sale e l’umidità trattenuta. Se non sono perfettamente asciutte, le cerniere si corrodono e si bloccano, tutto diventa appiccicoso, scolorito e con un cattivo odore.

Una volta lavate e ben asciugate, appendete mute o cerate su appendiabiti in un armadio evitando, se possibile, di piegarle. Un vecchio trucco per mantenere morbido nel tempo il neoprene delle mute è di cospargerlo di borotalco prima di riporlo per la prossima stagione.

 

Vele in acqua dolce

b2ap3_thumbnail_invernaggio-derive-5.jpgLavate le vele sporche con acqua tiepida e detersivo, poi sciacquatele con acqua dolce fredda. Non aggreditele con spazzole a setole dure, prodotti chimici o varechina.

Per farle asciugare, armatele all’aria aperta e cercate di non farle sbattere.

Le vele si rovinano alla forte luce solare, quindi, per il periodo invernale di inutilizzo stivatele avendo cura di non piegarle. Togliete le stecche e attenuate l’eventuale tensione. Se possibile riponetele arrotolate e dentro una sacca. 

 

Ammorbidente per scotte, drizze e cime

b2ap3_thumbnail_invernaggio-derive-5b.jpgSe ne avete la possibilità, lavate tutte le cime in lavatrice con del sapone neutro, avendo cura di avvolgerle e legarle prima di iniziare il lavaggio al fine di evitare fastidiosi grovigli al termine.

Fatto questo, o dopo averle opportunamente lavate in acqua dolce, immergete tutto il cordame in acqua calda con dell’ammorbidente e lasciate immerse per qualche ora, risciacquatele e lasciate asciugare al sole: torneranno come nuove. 

 

Rimessaggio delle barche

b2ap3_thumbnail_invernaggio-derive-7.jpgCome detto in precedenza, fate uscire tutta l’acqua dalla barca. Qualora ci siano, svitate i tappi di scolo e lasciateli aperti per favorire il ricircolo d’aria all’interno dello scafo. Ricordate però di rimetterli, quando uscite di nuovo in mare.

Fissate bene il telo di rivestimento stringendo tutte le cinghie sotto lo scafo.

Se ne avete l’opportunità, riponete lo scafo al coperto oppure, in caso contrario, lasciate la barca con la prua sollevata e gli svuotatori aperti in modo che l’acqua esca direttamente.

Qualora ci siano dei ganci, fissate la barca al carrello e quindi a terra in modo da evitare che venga sollevata o trascinata dal vento. Per maggiore sicurezza, togliete l’albero, avendo tutte le attenzioni finora descritte, anche per questa attrezzatura.

Infine cercate di riporlo facendolo appoggiare su più punti in modo che durante il periodo di inutilizzo non si curvi.

 

 

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