Se c’è una cosa che ho imparato ultimamente è che non bisogna mai fidarsi di un cameriere di Manchester emigrato in Australia.

Non importa se è stato gentile tutta la sera, se ha dettagliatamente descritto tutto il menu al vostro affamatissimo marito, se è persino riuscito a consigliarvi un buon vino, ignorate i suoi consigli di viaggio. Perché? Ora vi racconto. 

 

b2ap3_thumbnail_blog-australia-verso-sud-7-3.jpgDurante la nostra romantica cenetta da “Little Fish”, complice l’atmosfera rilassata e la piacevole musica di sottofondo, io e mio marito abbiamo deciso di ingannare l’attesa organizzando la tappa del giorno dopo. Da bravi “turisti fai da te” abbiamo spostato piatti e bicchieri e abbiamo steso sul tavolo la nostra ingombrante mappa della zona. Vedendoci cosi intenti nella nostra pianificazione, lo zelante cameriere di Manchester si è sentito in dovere di darci qualche dritta smontando in pochi minuti l’itinerario che mi ero immaginata. “Non andate qui”, “non andate li”, “un sacco di chilometri e non c’e’ niente da vedere”; insomma, una disfatta su tutta la linea. Ci riempie il bicchiere, sorride e fiero se ne va come se ci avesse salvato da un’orrenda perdita di tempo.

 

Io ci resto malissimo, eppure il mio giro mi sembrava cosi bello. Una piccola sosta nella cittadina di Prevelly, un giro in macchina attraverso la foresta di Boranup, una passeggiata sulla spiaggia di Hamelin Bay e poi giù fino a Cape Leeuwin. 

 

A questo punto che fare? Fidarsi del premuroso cameriere trasferitosi a Yallingup da anni o restare fermi sulle proprie idee? Pensate che nei miei viaggi amo cosi tanto farmi consigliare dai “locali” che  non compro quasi mai una guida del posto, non viaggio mai con tour organizzati e credo che non andrò a Napoli fino a quando un vero napoletano non mi porterà in giro per la sua città. Il dilemma è presto risolto, mio marito, appagato dalla buona cena e dal buon vino, decide che l’itinerario non si cambia. 

 

b2ap3_thumbnail_blog-australia-verso-sud-7-4.jpgLa mattina seguente partiamo di buon ora alla ricerca di un posto dove fare colazione. Tutto chiuso fino alle 11. Come ci aspettavamo. Per fortuna arrivati a Prevelly il bar dei surfisti è già aperto. Pancake con succo d’acero, muffin al mirtillo e due cappuccini. A volte mi chiedo quando impareranno a fare i cornetti alla crema, ma va bene cosi. Il cappuccio è bello caldo e, visto il tempo freddo e nuvoloso, non potevamo chiedere di meglio. 

 

Il nostro itinerario si rivela essere un successo. La foresta di Boranup con i suoi altissimi alberi di karri è maestosa e affascinante, la vera foresta delle fiabe con i raggi di sole che la illuminano e finalmente scaldano la nostra giornata. La spiaggia di Hamelin Bay meriterebbe da sola tutti i chilometri fatti; non solo si estende a perdita d’occhio, ma l’acqua ha cosi tante sfumature di blu da rimanerne incantati. Si può persino ammirare un gruppo di razze che nuota vicinissimo alla spiaggia (sopra). Bellissimo, davvero bellissimo, quasi quasi mi fermerei qui tutto il pomeriggio, ma la tentazione di raggiungere il punto più a sud-ovest dell’Australia è grande. Rimontiamo in macchina e via per un’altra oretta di strada. 

 

b2ap3_thumbnail_blog-australia-verso-sud-7-1.jpgArrivati nei pressi di Cape Leeuwin, dopo un buon quarto d’ora in mezzo al niente ci torna in mente il cameriere. Mah, che avesse ragione? In effetti non c’e’ molto, c’e’ solo il faro. Parcheggiamo e decidiamo di fare la visita guidata al faro (a sinistra). Un po’ di storia su come viveva il guardiano del faro, un po’ di vecchie fotografie, un po’ di aneddoti sulla sua costruzione. Saliamo fino in cima, guardiamo verso sud ed eccoli lì, l’Oceano Indiano e l’Oceano del Sud che si incontrano (sotto, a destra). Ovviamente non c’e’ una linea disegnata con la penna, non c’e’ una fila di bandierine in mezzo al mare, ma tu sai che li, tra un’onda e l’altra, i due oceani si stanno incontrando. Forse uno spinge per allargarsi e l’altro gli restituisce una gomitata per rimandarlo al suo posto o forse si stanno semplicemente stringendo la mano, quello che è sicuro è che mi sento piccola piccola, in un angolo del mondo molto lontano da casa. 

 

b2ap3_thumbnail_blog-australia-verso-sud-7-2.jpgFelici e soddisfatti ci rimettiamo in macchina. Stasera niente ristorante, abbiamo comprato due bistecche, pane, cipolle, zucchini e una bottiglia di vino rosso, ovvero tutto quello che serve per un barbecue sulla spiaggia. Si, lo so, non abbiamo l’attrezzatura da campeggio, ma poco importa. C’e’ un fantastico barbecue pubblico nel parco a ridosso della spiaggia, gratuito e pulito. Basta aspettare il proprio turno, condividere il tavolo con chi capita, scambiare due chiacchiere e godersi il tramonto. Noi abbiamo incontrato un simpatico trio di surfers italiani attrezzati di tutto, dal furgoncino Volkswagen riconvertito a casa viaggiante alla pentola per far bollire la pasta e cosi, tra una chiacchiera e l’altra, abbiamo finito nel migliore dei modi la nostra piccola vacanza. 

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