A un paio di ore di auto da Perth, guidando verso sud, si arriva nella regione dei vigneti. Percorrendo la Caves Road nel tratto che da Yallingup porta a Margaret River potrete infatti incontrare almeno una trentina di pennacchi colorati e svolazzanti che vi segnalano la via per la prossima cantina.

 

Ora, essendo l’Australia un paese giovane, non aspettatevi antichi casali, rustici in sasso o ariosi porticati, le cantine australiane sono quasi tutte all’insegna della modernità: grandi strutture con ampie vetrate, saloni per gli eventi, ristoranti e l’immancabile museo di arte moderna. Voi direte, e cosa c’entra l’arte moderna con il buon vino? A quanto pare quello del museo in cantina è un trend che sta spopolando non solo in Australia e, sebbene io preferisca di gran lunga bermi un bicchiere di rosso seduta su una antica botte di rovere, temo che non potrò esimermi “dall’ammirare” statue di nuotatori che si tuffano in laghetti artificiali o strutture di ferro dalla forma (e dal significato) incomprensibile. Poco male, l’importante è che si mangi. 

 

b2ap3_thumbnail_blog-australia-verso-sud-2.jpgPurtroppo, rientrando dalla spiaggia, la padrona del B&B senza breakfast demolisce in un attimo tutte le nostre speranze di una romantica cenetta in vigna. Sono le sei e mezza, i vigneti aprono alle undici del mattino e chiudono alle cinque del pomeriggio. Davvero? E il mio caffettino delle nove con passeggiata tra i filari? E la cenetta romantica al calar del sole? Aspettate un attimo, quindi secondo voi io dovrei condensare colazione, pranzo e cena in un brunch? Mangiare una volta al giorno? In vacanza? Ma stiamo scherzando?!? 

 

b2ap3_thumbnail_blog-australia-verso-sud-3.jpgMio marito, ovviamente più affamato di me, smorza la mia vena polemica con una sonora gomitata e mi ricorda che prima di voler risolvere i problemi del settore turistico del Western Australia sarà meglio che io lo porti a cena.  Saliamo in camera, lista di ristoranti alla mano, iniziamo con le telefonate. I pochi ristoranti aperti sono tutti pieni. Ah, ma allora anche voi cenate? E allora perché i vostri ristoranti chiudono alle cinque? Ho già il numero del Ministro del turismo in mano. Mio marito continua a lanciarmi occhiate di fuoco e io ricordo a me stessa quale fine orrenda potrei fare se non riuscissi a procurargli una cena in men che non si dica. Alla fine, ormai rassegnati ad andare a letto digiuni, facciamo un ultimo tentativo. Il ristorante si chiama “Piccolo pesce”, avremmo preferito “Grande pesce” ma ok, telefoniamo. Ci dicono che hanno un ultimo “piccolo tavolo ma fuori”, sembrano quasi più dispiaciuti di noi. Più affamati che preoccupati prenotiamo. L’ultimo tavolino dell’intera area di Margaret River è nostro!

 

b2ap3_thumbnail_blog-australia-verso-sud-1.jpgIl “piccolo tavolo ma fuori” è un realtà un decorosissimo tavolino vista lago con tanto di romantica candela al centro. Il ristorante è pieno e rumoroso e io sono quasi contenta di essere fuori sotto al patio nonostante l’aria frizzantina. Mi avvolgo le gambe nella copertina che mi è stata prontamente offerta dal cameriere e penso tra me e me che questi australiani avrebbero davvero bisogno di qualche mese in Romagna per migliorare le loro abilità di marketing. 

 

La cena non è niente male, snapper per me con riso e verdure, rigorosamente tutto nello stesso piatto, e chilly mussels per mio marito, una buona bottiglia di vino e un caffè espresso con ampi margini di miglioramento. Il prezzo, come purtroppo ci aspettavamo, era tutt’altro che piccolo. Pazienza, siamo in vacanza, il cibo era buono e il cameriere simpatico. Ore 20, lasciamo la mancia e andiamo a dormire. Le galline ci stanno già aspettando. Prossima tappa ancora più a sud verso Cape Leeuwin. 

 

Foto di Claudia Maramotti, Carolina Cardea e Giancluca Gallo

 

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