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Si chiama TrivAdvisor e riporta le recensioni dei turisti che in un futuribile 2020 andranno a visitare le coste e i mari intorno all’Italia dove potrebbero sorgere le nuove piattaforme di estrazione di gas e di petrolio. Esaltano l’impatto ambientale, ammirano gli sversamenti di idrocarburi in acqua, gongolano per i cetacei spiaggiati e via godendo. Il tutto corredato da immagini che rappresentano come saranno le località che oggi attraggono milioni di turisti per la loro bellezza. Ovviamente la campagna lanciata da Greenpeace non mira a creare un concorrente del ben noto TripAdvisor, ma desidera richiamare l’attenzione sulla progressiva politica di petrolizzazione delle coste italiane portata avanti dal governo Renzi. E passare ai fatti con una raccolta di firme. Intanto guardatevi come potrebbero migliorare le nostre località turistiche con l’arrivo delle infrastrutture da idrocarburi.

 

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Il Ministero che svende l’Ambiente

L’organizzazione ambientalista fa notare che solo in una settimana e mezzo di giugno, il Ministero dell’Ambiente ha dato il via libera a 11 progetti marini di ricerca, la cosiddetta prospezione, di giacimenti di idrocarburi. Tali indagini saranno effettuate con la discussa tecnica dell’airgun. Continua Greenpeace: nove di questi riguardano i mari pugliesi, ma l’area concessa ai petrolieri copre tutto l’Adriatico e parte significativa dello Ionio. In precedenza, in seguito a decreti emanati, le punte delle trivelle sono state puntate verso i fondali abruzzesi: un pozzo di ricerca e fino a dieci pozzi di estrazione potrebbero nascere a poche miglia dalla Costa dei Trabocchi. In più, due piattaforme stanno per diventare realtà nel Canale di Sicilia, dove è stata anche autorizzata un’ulteriore fase di prospezione con gli airgun.

 

Apprendisti stregoni

Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima dell’associazione afferma: «Mai come oggi si assiste a una frettolosa svendita all’ingrosso dei nostri mari. Il Ministero dell’Ambiente è impegnato a emettere una raffica di decreti di compatibilità ambientale con cui concede ai petrolieri aree marine pregiatissime, ed eccezionalmente estese. Quello del governo Renzi è un vero e proprio assalto alle coste italiane. Ma si sa che gli apprendisti stregoni finiscono spesso per scatenare reazioni che poi non sono in grado di controllare, e che gli si ritorcono contro». A oggi, la raccolta di firme legata all’iniziativa ha già raggiunto i 23mila sostenitori.Se pensate che tutelare il mare sia prioritario per il nostro Paese non perdete questa occasioine per fare sentire anche la vostra voce: basta una firma.

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