Pescaturismo

Catch and release, prendi e rilascia. È l’imperativo dei gentlemen della pesca a mosca, l’unica esca a lasciare qualche chance di salvezza al pesce che abbocca. Ma non tutti sono disposti a passare giornate intere in una gara d’astuzia con trote e salmoni, senza mettere in padella niente. E neppure ad affrontare ingenti spese per l’attrezzatura. Ma soprattutto, è il mare la grande attrazione di molti italiani, appassionati di pesca, che ai torrenti dalle acque cristalline, ma fredde, preferiscono calette tiepide color smeraldo in cui fare il bagno. Quando è stagione, ovviamente.

pescaturismo-1Una risposta arriva dalla pesca turismo, un fenomeno esploso in questi ultimi anni che ha conquistato circa 300mila persone secondo il Centro Studi Lega Pesca, impegnati con fiocine, nasse, palangari e tremaglie sulle barche degli oltre 800 pescatori convertiti a questo tipo di attività. Si sale a bordo dei pescherecci, si partecipa alle battute di pesca, dal fragolino allo spada, si gustano carpacci e grigliate delle prede catturate. Il tutto a un costo da 45 a 90 euro al giorno. Questo tipo di attività consente di praticare la pesca in maniera rispettosa dell’ambiente, utilizzando tecniche e sistemi poco invasivi e con una selezione diretta sul pescato e soprattutto… sul pescabile.

pescaturismo-3Bisogna arrivare in Maremma per incontrare il pioniere della pesca turismo. Anni fa Paolo Fanciulli era un bracconiere, oggi è uno dei più agguerriti difensori dei fondali. Il suo progetto la Casa dei pesci è stato sviluppato proprio per impedire i danni della pesca industriale con reti a strascico. Nel porto di Talamone, i turisti salgono a bordo della motobarca Serena, navigano lungo il Parco dell’Uccellina, ammirano la spettacolare Costa d’Argento, partecipano alla pesca di orate, dentici, seppie, polpi. Per il bagno  si punta verso Cala di Forno, dove si possono avvistare daini, caprioli e cinghiali che si spingono fino al mare. Poi, tutti a bordo per assaggiare meravigliosi carpacci e saporite grigliate, con tanto di spiegazione su come si pulisce e si cucina il pesce. Ma la giornata non finisce qui. Le escursioni proseguono davanti alle grotte della Balena e della Bella Marsilia e nei luoghi dove nidificano il Gabbiano reale, il Falco pellegrino e il Corvo imperiale. A fine giornata, si ritorna verso il porticciolo etrusco dove attraccavano gli antichi velieri.

pescaturismo-4In Sardegna, sulla costa occidentale, a Putzu Idu, nei pressi di Capo Mannu, è ormeggiato il peschereccio in legno di 11 metri San Giovanni di Stefano Atzei. Sette persone condividono l’emozione di salpare verso l’isola deserta di Mal di Ventre, a quattro miglia, di un nobile inglese, rifugio di uccelli migratori. Un paradiso naturale, area marina protetta, dove nel 1989, nelle acque cobalto esposte ai venti di maestrale e tramontana, a una profondità di una trentina di metri, è stata ritrovata una nave oneraria della Roma repubblicana. Negli Anni 60, i pastori portavano le pecore a pascolare, oggi si sbarca tra profumi di mirto, spiaggette incantevoli. rocce scolpite come sculture. I fondali sono ricchissimi di aragoste,triglie, pagelli e ricciole. Prede che finiscono immancabilmente in tavola, come carpacci e sashimi, serviti all’aperitivo e a pranzo con ottimi vermentini. La giornata trascorre tra bagni di mare e di sole alla strepitosa Cala dei Tamerici, in quarzo bianco, a sudovest, a Cala Maestra, a nord o a quella dei pastori, sotto il faro bianco. Al tramonto si ritorna sulla terraferma. A Cabras si dorme nella fascinosa Villa Canu, una dimora ottocentesca, arredata con mobili di artigianato sardo. Ma soprattutto vale una sosta Il Caminetto, il ristorante di famiglia, per l’eccellente zuppa di pesce accompagnata dalla Vernaccia di Oristano. Per portarsi a casa la celebre bottarga di muggine dello stagno di Cabras,  l’indirizzo giusto è L’oro di Cabras dei fratelli Manca (tel. 0783 290848).

 

 

 

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