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Le previsione indica per quest’oggi l’allontanamento verso SE della profonda depressione che ha generato condizioni molto difficili su tutti i mari italiani i giorni scorsi. La pressione sale ma raggiungerà appena  i 1010 hPa sul Nord della Penisola. Questo significa che osserveremo sabato una giornata di intervallo con cielo prevalentemente soleggiato e una temporanea attenuazione del moto ondoso mentre domenica pomeriggio e lunedì una nuova depressione di 998 hPa determinerà piogge e un nuovo peggioramento sulle coste occidentali. In assenza dell’anticiclone si osserva il transito intermittente sul Mediterraneo dei sistemi perturbati provenienti dall’Atlantico.

meteo-3-novembre-2Uragani vagabondi
Questo oceano, allargando l’orizzonte, ha mostrato quest’anno una straordinaria sequenza di fenomeni. La stagione degli uragani è iniziata con anticipo a maggio (non accadeva dal 1908) e si è dimostrata molto attiva con 19 depressioni tropicali e 10 veri e propri uragani. Il vero problema è che molti di questi fenomeni, che si originano e viaggiano sull’oceano da cui traggono la loro energia, hanno investito le isole, le coste, le terre, le popolazioni. Sandy, prima di impattare sulle coste nord orientali degli USA, ha generato distruzione su Haiti e Cuba. L’altro aspetto evidenziato dai ricercatori è la straordinaria durata che alcuni uragani (come Nadine tra settembre e ottobre) mantengono nel loro vagabondaggio sull’oceano. La presenza di cicloni tropicali sale nell’attenzione della gente e dei media quando si prevede incontrino le terre popolate.

Un monitoraggio costante
Il monitoraggio di questi mostri vorticosi, che si spostano come trottole talvolta impazzite sull’oceano, è però sempre costante a bordo delle navi e nei centri di assistenza quali Navimeteo. Lo “ship routing” è infatti lo studio della rotta meteo più favorevole e sicura a supporto delle decisioni di un Comandante. Soprattutto ai ricercatori del NOAA Hurricane Center va il merito di aver tracciato con grande precisione e anticipo, lo spostamento e gli improvvisi scarti di Sandy. Ciò ha limitato gli effetti, seppur tragici, di una catastrofe che soltanto pochi decenni fa, prima dell’avvento dei satelliti e modelli meteorologici, avrebbe avuto proporzioni enormemente maggiori.

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