Continua il tour sportivo siciliano, dopo le tappe di Trapani, Erice e Custonaci, verso le isole Egadi, con Favignana, Marettimo, Levanzo e gli isolotti di Formica e Maraone. Siamo nell’Area Marina Protetta più grande d’Europa, perfetta per  immersioni nei fondali con gorgonie, spugne e pesci, grotte, relitti della battaglia tra Romani e Cartaginesi del 241 a.C.. Tra le zone per subacquei più conosciute di Favignana ci sono Cala Rossa e Punta Marsala, Punta San Nicola, Cala Rotonda; a Levanzo la Secca del Sicchitello e la Secca di Capo Grosso, a Marettimo, nelle cui acque si può avvistare la rarissima Foca Monaca, la Grotta Sommersa, detta Cattedrale: stalattiti stalagmiti e colonne che danno l’impressione di essere in una chiesa a 30 metri di profondità.

Favignana, pura bellezza

Favignana la maggiore tra le isole Egadi è, in classifica, l’isola più ciclabile del Mediterraneo. Isola  di pura bellezza si gira anche in motorino oppure in barca: le acque blu-turchesi di Cala Rossa e Cala Azzurra con i suoi fanghi naturali,  i tramonti di Punta Sottile e i bagni nella zona della grotta del Bue marino, ne danno piena conferma. Si raggiunge con l’aliscafo da Trapani e da Marsala, in circa 40 minuti: appena sbarcati si capisce che si è arrivati in un posto speciale e, mentre lo si pensa, di solito si beve un caffè alla crema di pistacchio al Bar du Marinaru. L’atmosfera è da subito coinvolgente e viva, autentica. I pescatori con i banchi del pesce al porto sono parte della vita quotidiana e magari, con un po’ di fortuna, appare pure Gioachino Cataldo, l’ultimo Rais della tonnara di Favignana.

A destra Gioacchino Cataldo, l''ultimo Rais della tonnara di Favignana

A destra Gioacchino Cataldo, l”ultimo Rais della tonnara di Favignana

La storia dell’isola è legata alla pesca del tonno, il tonno rosso: il Rais era il capo della ciurma, gestiva tutte le operazioni di pesca della tonnara, la complessa struttura di reti fisse formata da 8 km di reti, prevedeva le correnti. L’ultima mattanza, la fase finale della pesca del tonno, quando il pesce è sospinto nell’ultimo compartimento della rete per essere arpionato, è del 2007. Proprio mentre  Greenpeace si batte per la sostenibilità della pesca del tonno, Favignana si è messa in prima linea con grande partecipazione e, il 22 maggio, è stata riattivata la tonnara: sarà  “scientifica” e la più’ sostenibile d’Italia. Le reti sono state buttate e, per ora, si svolgerà un’attività di monitoraggio sul passaggio dei tonni, come base per le attività future: le reti avranno le migliori caratteristiche tecniche, le catture saranno selettive e il processo sarà monitorato da operatori scientifici super partes.

Visita all’Ex Stabilimento Florio

Per vivere fino in fondo l’atmosfera dell’isola e l’ambiente di lavoro dei pescatori non perdete la visita guidata all’Ex Stabilimento Florio delle tonnare di Favignana e Formica, ora museo e modello di archeologia industriale della seconda metà dell’Ottocento: qui si lavorava tutto il pescato nelle varie fasi: dalla cottura fino all’inscatolamento. Si visitano l’Arsenale e i Magazzini, si possono vedere le tradizionali barche usate per la mattanza e un modello della tonnara di cui si capisce la complessità. Per curiosità: nel 1946 all’interno dello stabilimento era stato istituito un asilo nido per aiutare le donne che lavoravano. Ingresso 6 euro, gratuito ogni prima domenica del mese. Per info contattate il numero 324 5631991.

Favignana, Ex Stabilimento Florio.

Marettimo e Levanzo, spartane come una volta, per viaggiatori doc

Marettimo è la più spartana e aspra delle Egadi, caratterizzata da una piccola città con case bianche a terrazza e sentieri impervi, la si può visitare girare seguendo i percorsi di trekking curati dalla Forestale e in barca alla scoperta delle grotte che si aprono sulle coste. Nell’isola l’ospitalità è offerta dai pescatori che affittano le loro case e si offrono come guida per i turisti.

Rocciosa e dolomitica Levanzo è meta ideale per il turismo archeologico: quest’isola era già abitata prima che l’uomo sapesse navigare. La Grotta del Genovese a nord ovest del piccolo centro abitato è la meta più interessante: è stata scoperta nel 1949 e testimonia con graffiti e incisioni la presenza dell’uomo già 10.000 anni prima di Cristo. Da programmare un’uscita in barca a Cala Tramontana, Capo Grosso e Cala Calcara.

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