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Il sopralluogo, effettuato il 9 giugno su richiesta del Comune di Marciana, ha rilevato che il mercantile ha “colpito” uno o più scogli che si sono in parte sbriciolati, spostati e in un caso chiaramente ribaltati. Tutto ciò ha fortunatamente frenato la corsa dell’imbarcazione in modo non troppo brusco, dissipando l’energia del natante ed evitando danni maggiori. Se l’impatto fosse avvenuto direttamente con la costa i danni strutturali al natante sarebbero stati probabilmente maggiori. Il rapporto è disponibile a questo link: http://www.greenpeace.org/italy/it/ufficiostampa/rapporti/Lincidente-del-Mersa-2-allIsola-dElba/

mersa2«Uno scoglio sbriciolato e ribaltato, qualche chilo di rottami metallici e forse qualche ciuffo di posidonia strappata. Per essere il bilancio dell’incagliamento di un mercantile di 90 metri è fin troppo leggero – ha commentato Alessandro Giannì, Direttore delle Campagne di Greenpeace, che ha effettuato il sopralluogo. – Questa volta le tracce dell’incidente non dureranno a lungo, ma se non si regola seriamente il traffico navale, e non si risolvono gli altri problemi come l’inquinamento da terra e la contaminazione batterica in alto mare, questo mare sarà sempre in pericolo.»

mersa3Greenpeace ha individuato da tempo nel traffico marittimo una delle principali criticità del Santuario dei cetacei, tristemente confermata dalla dispersione prima dei fusti di sostanze tossiche al largo della Gorgona, poi dal disastro della Costa Concordia e adesso, in modo fortunatamente meno drammatico, dalla Mersa 2. La Regione Liguria e la Regione Toscana hanno promesso che entro novembre 2011 avrebbero attivato un “Tavolo tecnico” per iniziare ad affrontare seriamente i problemi del Santuario. Greenpeace chiede con forza alle Regioni di mantenere le proprie promesse e convocare al più presto il tavolo perché il Santuario è sotto assedio e si è perso fin troppo tempo: non sempre andrà così bene come con l’incidente del Mersa 2.

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