Verde-come-vela-pricipale

 

Il progetto Verde come Vela – in viaggio per mostrare e dimostrare il vivere sostenibile si è concluso il 3 agosto con il ritorno della nostra potente barca oceanica alla base del Marina del Fezzano. Dopo la partecipazione alle regate della 151 Miglia trofeo Celadrin e della Giraglia Rolex Cup abbiamo intrapreso una crociera di 19 giorni nel Mediterraneo, coinvolgendo nel nostro progetto di sensibilizzazione ambientale le coste e le strutture portuali di Liguria, Toscana, Lazio e Sardegna. Realtà diverse tra di loro che hanno risposto tutte con straordinaria accoglienza e partecipazione. 

 

equipaggioIl bilancio finale è persino migliore di quanto avessimo previsto e già pensiamo al prossimo anno, spinti dall’entusiasmo di chi ci ha ospitato durante le tappe. Sarà stato merito del fascino di una barca che ha fatto due volte il giro del mondo o del grande seguito che il nostro skipper Marco Nannini (sotto, a destra) ha tra gli appassionati o, merito del gruppo di lavoro di Boat Ecology (la rete d’impresa che ha promosso e supportato il progetto), insieme al contributo dato dal nostro equipaggio (a sinistra) oltre a Marco: Sebastiano Moise, il responsabile velico di Boat Ecology; Niccolò Fontana, velista appassionato e uomo dei media visivi; i nostri due amici ex Masterchef e inventori di Chissenefood, Andrea Marconetti e Maurizio Rosazza Prin che ci hanno accompagnato da Punta Ala a Gaeta (vedi qui il racconto della loro esperienza); i giornalisti Olimpia De Casa e Giacomo Giulietti che si sono alternati a bordo; Matteo Bartolomeo, presidente di Avanzi Sostenibilià per Azioni la società capofila dell’incubatore aziendale di cui fa parte Boat Ecology; e il sottoscritto. Li ringrazio tutti personalmente per la professionalità e per l’energia che hanno saputo trasmettere ogni giorno nonostante le fatiche del viaggio. 

 

marco-nanniniSicuramente alla base c’è la bontà di un messaggio che abbiamo scoperto essere già chiaro e condiviso dal pubblico. Il dibattito ambientalista oggi ha spento i fanatismi di un tempo e finalmente l’opinione comune riconosce in modo indiscusso che rispettare l’ambiente ci aiuta a vivere meglio, c’è solo bisogno di esempi concreti. D’altra parte Verde come Vela non aveva la pretesa di portare nessuna novità, ma come dice il nostro claim, voleva dare una dimostrazione concreta: il cambiamento è possibile, è facile da ottenere, l’azione del singolo è potente.

 

idrtogeneratore-calatoPer questo abbiamo scelto di fare un viaggio a tappe che ci portasse a contatto diretto con la gente, abbiamo scelto una barca a vela, ritenuta il mezzo ecologico per antonomasia e abbiamo dimostrato che anche questa può essere migliorata molto e con poco. A bordo nessuna tecnologia prototipale o avveniristica, solo prodotti collaudati e reperibili sul mercato. Grazie al supporto tecnico e finanziario di Boat Ecology abbiamo installato i principali sistemi che producono energia da fonti rinnovabili. Il validissimo del generatore eolico e soprattutto i moduli fotovoltaici. Tra questi abbiamo voluto scegliere un’eccellenza del Made in Italy aprendo una collaborazione con Solbian Energie Alternative, fondata da Giovanni Soldini e Marco Bianucci. inoltre abbiamo testato anche una tecnologia al momento meno diffusa tra i croceristi scoprendone l’efficacia e la semplicità: l’idrogeneratore che ci ha fornito la maggior parte dell’energia (a sinistra, l’attivazione mentre si naviga).

 

rotta-VcVIn 19 giorni e 940 miglia di navigazione (a destra, la rotta) non ci siamo mai allacciati ad una colonnina elettrica e non abbiamo mai acceso il motore per ricaricare le batterie, la nostra barca era completamente autosufficiente tanto da produrre più del fabbisogno: 17,2 kWh contro 12,7 kWh. Così la nostra barca ha risparmiato in totale 100 litri di gasolio evitando l’emissione in atmosfera di 268 kg di CO2

 

la-partenza-da-fezzano-buogoQuesto è il fatto concreto da cui ripartire (nella foto Alberto Buogo, a prua del Class 40 di verde come vela, al mmento della partenza dal Marina del fezzano). Nel Vademecum del diportista sostenibile (si scarica cliccando sul link) che abbiamo distribuito lungo il nostro viaggio si evidenzia che le imbarcazioni circolanti in un anno nel mediterraneo sono mediamente più di 100mila, se il semplice esempio di Verde come Vela venisse raccolto dagli altri, provate voi a fare i conti dell’impatto ambientale evitato e se questo ancora non vi interessasse, pensate al risparmio economico in gasolio. Il passaggio del testimone da una barca eco-efficiente alle strutture portuali e turistiche che costellano i chilometri di coste italiane è immediato e più che mai significativo. Lo dimostrano l’interesse e la partecipazione che le istituzioni e gli operatori del settore hanno manifestato alle conferenze organizzate durante le tappe a terra del nostro tour. A tutti è apparso chiaro un concetto: sostenibilità significa qualità e sicurezza, quei fattori che rappresentano allo stesso tempo, il mezzo per riportare sviluppo e ricchezza e il fine cui dobbiamo tendere.

 

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