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blog_meteo_capire_il_ventoIl Mediterraneo ha questa caratteristica, respira docile e accogliente con le brezze gentili delle coste, le temperature miti e il mare tranquillo, poi si trasforma e diventa furioso, con la forza dei sui venti, le onde frangenti e i cieli scuri e minacciosi. Il vento, è lui il padrone dei mari e degli oceani di ogni luogo, li agita, li trasforma e poi, spegnendosi, lascia che ritornino tranquilli.

 

Capire il vento significa conoscere il mare. Ma quanti venti conosciamo? Una moltitudine davvero e non abbastanza. Ogni vento ha un nome, una sua caratteristica, direzione e forza. Conosciamo le brezze termiche lungo le coste, i venti locali del Mediterraneo, i venti oceanici come gli Alisei (trade winds) che accompagnano i velieri sulle rotte da Est a Ovest attraverso l’Atlantico o i venti occidentali (westerlies) sospinti dalle depressioni del Nord Atlantico. I venti stagionali monsonici e molti atri ancora.

 

Il vento soffia sulla superficie del mare e delle terre ma anche, e ben più forte, in altitudine alle diverse quote. Può soffiare con regolarità o a raffica, oppure avvolgersi con forza inaudita in un uragano, in un ciclone, in un tornado, in una tromba marina o precipitare gelido con l’arrivo di un temporale.

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