«In tre anni questo popolo è stato ucciso da Greenpeace. Ucciso.» Sono queste alcune delle parole più dure pronunciate da Robert Peroni, altoatesino trasferitosi in Groenlandia, nell’intervista andata in onda ieri sera su MTV nella puntata de Il Testimone di PIF.

Accuse pesanti, pesantissime, che è solito sentir fare da Greenpeace, non certo contro. Ma l’argomento è delicato, la caccia alla foca, necessaria per le popolazioni locali per poter sopravvivere. Robert Peroni, sulla questione, ha le idee chiarissime, e ci va giù duro.

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Robert Peroni, autore da anni in lotta per la difesa del popolo Inuit

Le accuse a Greenpeace

«Ormai nessuno compra più la pelle di foca – racconta Peroni – perché dopo 25 anni di martellate (di Greenpeace, ndr) la gente non capisce più niente. […] La foca è un simbolo di libertà ecologica, il pesce no perché puzza. Però Greenpeace non può dire qualcosa contro il pesce, perché tutti lo mangiano. Invece una foca ha gli occhi belli… A bordo di una nave di Greenpeace incredibilmente grande hanno aggirato un cacciatore, e questo è vietato dalle leggi internazionali. […] Si potrebbe vendere il prodotto groenlandese, ma ormai il mondo non lo accetta più, è stato criminalizzato. In tre anni questo popolo è stato ucciso da Greenpeace. Ucciso.»

L’intervista esclusiva di S&T

Insomma, un attacco su tutti i fronti a Greenpeace. Per capirci qualcosa in più sulla questione, ci siamo rivolti ai diretti interessati. Greenpeace e MTV. Ecco come ha chiarito la questione il direttore delle campagne di Greenpeace, Alessandro Giannì, intervistato in esclusiva da Sailing & Travel Magazine.

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Alessandro Gianni, Direttore delle campagne di Greenpeace

«Mi hanno segnalato il contenuto della trasmissione, in cui il Sig. Peroni solleva accuse infamanti nei confronti di Greenpeace. Conosco da tempo il Sig. Peroni, per la precisione dal 2009 quando denunciò presunte attività di Greenpeace in Groenlandia contro la caccia alle foche.» Se ne trova traccia in questo post.
«Che ci faceva Greenpeace in Groenlandia, nel 2009? Non c’è uno straccio di comunicato riguardo “azioni” contro la caccia alle foche. Il che è davvero misterioso, visto che l’obiettivo di Greenpeace è ovviamente quello di pubblicizzare le sue attività. Invece, sempre in quello stesso periodo una semplice ricerca sul web permette di capire cosa ci faceva Greenpeace in Groenlandia: un’attività di ricerca scientifica sugli impatti del cambiamento climatico.

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Cucciolo di foca tra i ghiacchi

Le ragioni per cui il Sig. Peroni (o chi per lui) si sia inventato quell’incidente le ignoro. Così come ignoro le ragioni per cui siano state messe in onda notizie diffamatorie su Greenpeace senza nemmeno consultarci.
Greenpeace ha fatto campagna contro la caccia delle foche in Canada, negli anni ’70 e ’80. Greenpeace si è quindi resa conto di una differenziazione non adeguata tra caccia commerciale e caccia di sussistenza (quale quella praticata dai popoli nativi) e che ciò  ha avuto un effetto negativo su alcune comunità. Da allora, Greenpeace (che si è scusata per le conseguenze inattese della sua campagna in Canada) ha un atteggiamento non equivoco a sostegno dei popoli nativi e del loro diritto a cacciare foche e balene, a livelli sostenibili.
Come detto, le attività di tale campagna sono sostanzialmente cessate negli anni ’80. Al contrario (checché si inventi il Sig. Peroni) è estremamente attiva una campagna contro la pesca eccessiva: basta visitare i siti web di Greenpeace in tutto il mondo.

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L’imbarcazione più grande della flotta di Greenpeace: la Esperanza

Greenpeace è a fianco delle popolazioni dell’Artico, preoccupate come noi per gli impatti del cambiamento climatico e, da qualche anno, anche per la minaccia delle trivellazioni petrolifere e dei cambiamenti climatici che mettono direttamente a rischio l’ambiente in cui esse vivono. Chiunque voglia sapere cosa Greenpeace ha fatto di recente in Groenlandia, non ha che da fare una semplice ricerca sul web.
È possibile che il Sig. Peroni sia in buona fede (certamente è disinformato) ma è certo che ci sono molti “sporchi” interessi che hanno tutta la possibile convenienza a screditare Greenpeace in Groenlandia. Noi non intendiamo fermarci e continueremo a difendere l’Artico dagli interessi dei petrolieri e degli armatori dei pescherecci che vogliono sfruttare le aree che si stanno liberando dai ghiacci a causa del cambiamento climatico.»

Alessandro Giannì

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Pif, conduttore de “Il Testimone” su MTV

La risposta di MTV

Dura presa di posizione dunque da parte di Greenpeace, sia sulle parole di Roberto Peroni, sia sulla scelta di MTV di mandare in onda la puntata senza chiedere prima spiegazioni ai diretti interessati. Interpellata dalla nostra redazione sul caso, questa è stata la risposta dell’emittente televisiva: «MTV, Pif e Il Testimone non vogliono imporre visioni, ma danno spazio a diverse realtà e ad una pluralità di opinioni nel racconto delle proprie storie, come nel caso delle due puntate dedicate alla Groenlandia.»

 

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