l'agonistico

Dopo il velista avventizioquello turistico, da questo momento in poi si entra nell’ambito del diporto competente, dell’agonismo e infine del professionismo. 

Chi fa parte di queste categorie difficilmente riuscirà a parlare di vela senza maledire qualcuno. In genere basta “Tutti i facenti parte del gruppo precedente non sono considerati velisti e quindi inveiti solo come esseri viventi.” Per alcuni soggetti particolarmente dotati in senso velico (o particolarmente sfortunati in senso umano) questa egoconsiderazione può assumere le sembianze dell’onnipotenza. Qualcuno, dopo aver vinto regate con barche impossibili, si è convinto di riuscire realmente a compiere miracoli.

L’astiometro del velista agonista/professionista:

1. Campionato invernale: siccome può essere capitato che sia uscito in barca prima che sorgesse il sole (succede a quelli che regatano nei posti in cui la termica finisce entro mezzogiorno, tipo nel Levante ligure) o di avere regatato con la pioggia, odia chi naviga solo d’estate;

2. Regate stagione d’altura: come sopra, ma si sente molti più fico di chi si limita agli invernali;

3. Regate alturiere: minima tolleranza verso i regatanti da bastone, quindi le due categorie appena citate. Lui che ha visto il mare non circondato dalla terra sa cosa vuol dire essere un navigatore;

4. Grandi classiche: avere una Giraglia nel curriculum non vale quanto una Sydney Hobart ed è ancora al vaglio degli esperti quante prove disputate equivalgono a una vittoria. Quindi anche all’interno del gruppo ci sono insopportazioni incrociate (vale più un Fastnet o una Middle Sea Race?). Tutti comunque mal sopportano i velisti dall’1 al 3;

5. Giro del mondo o mondiale monotipo chiuso nelle prime 10 posizioni: Ho visto cose che voi umani…

6. Giro del mondo in solitario o equipaggio di Coppa America: questa è gente seria e sono talmente pochi che possono fare come vogliono;

7. Vittoria al Vendèe Globe, Coppa America, Volvo Ocean Race: qualcuno dice che possano camminare sulle acque. In ogni caso sono in grado di dispensare lezioni di vela e di vita a chiunque.

Una nota a margine valida per ogni categoria

Se si procede da prua a poppa, ci si accorge che nei membri dell’equipaggio la considerazione di sé ha un andamento ondivago dal pulpito fino alla postazione dell’altezza del tambuccio. Ma questo lo vedremo poi…

Rileggi tutti i capitoli dell’astiometro del velista:

Parte uno: l’avventizio

Parte due: il turistico

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