dubois101_dreamsymphony

Se il mondo non finisce tra un pugno di giorni e riusciamo ad arrivare al 2016 ci sarà da divertirsi, se per divertimento si intende vedere in acqua barche grosse. Ora, non so se prima l’uno o l’altro, ma nel giro di un anno, saranno varati, rispettivamente, il più grande sloop e il più grande veliero privato del mondo.

Come sempre in questi casi per ora si conosce solo il nome del progetto: Dubois 101 (a sinistra) il primo (101 sono i metri, non i piedi, l’albero è alto 125, pensate cambiare il Windex che avventura) e Dream Symphony (in basso) il secondo, 141 metri di goletta a quattro alberi costruita (in Turchia) in legno. A questo punto c’è sempre chi chiede: a che servono delle barche a vela così grosse? Risposta: a niente, come qualsiasi altra barca a vela da diporto.

Per essere meno cinici si può dire che in realtà servono a un sacco di cose. Intanto gonfiano l’ego di chi se le fa fare (e basta con ‘sta storia delle dimensioni e della virilità: il Maltese Falcon, un Perini Navi di 90 metri con tre alberi, se l’è comprato una donna, andatelo a dire a lei che l’ha preso perché ce l’ha piccolo…). In seconda battuta, anzi in prima visto che è molto più universale, danno una spinta in avanti alla tecnologia per il diporto come null’altro. Non saranno solo Ed Dubois e Gerard Dykstra, le firme responsabili dell’architettura navale dei due mostri, a trarne benefici (parlavo di ricerca, non di conti correnti), ma anche tutti quelli che lavorano al progetto, dagli alberai, ai velai, ai produttori di attrezzatura di coperta ecc. E di sicuro saranno più i guadagni in termini di conoscenza e di notorietà, che quelli sui conti correnti. Costruzioni così si fanno a libro aperto: in pratica i costi e i guadagni di tutti sono palesi, proprio perché sono altri i vantaggi aziendali. Era quanto mi spiegava, qualche anno fa, il fornitore dei rollafiocchi al Mirabella V, lo yacht che dal 2003 è lo sloop più grande con i suoi 75 metri (tranquilli, allungano anche lui, ribattezzato M5 il prossimo luglio, alla fine del refitting al cantiere Pendennis sarà quattro metri più lungo).

altLa cosa che colpisce è come questi grandi progetti arrivino sempre in momenti di grossa crisi. I J Class nacquero durante la Grande Depressione degli Anni 20-30, i vari Mirabella V, Maltese Falcon e Athena (una goletta da 90 metri) sono stati commissionati, progettati e costruiti alla fine della contrazione degli Anni 90 del secolo scorso. Ora (non credo ci sia bisogno di dirvi in che momento economico siamo, vero?) stiamo aspettando questi altri 242 metri di barche a vela. Siccome non credo che gli armatori se li facciano realizzare perché così l’economia gira, mi chiedo, parafrasando Dalla e De Gregori: cosa sarà che ti spinge a creare il più lungo dove lunghezza già c’è?

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