Erano le 4.00 di domenica 11 giugno quando Michele Zambelli ha azionato l’EPIRB, lanciando la richiesta di soccorso. Immediato l’invio di un elicottero, un CH-149 Cormorant specializzato nel recupero in mare, partito dalla Royal Canadian Air Force che dopo circa 6 ore ha recuperato lo skipper. Ora Michele sta bene, è a terra, a St. John’s di Terranova.

«Grazie a tutti per il supporto e grazie alla Royal Canadian Air Force. Ho perso la deriva a causa di una collisione e la barca si è riempita d’acqua, quindi sono stato costretto ad abbandonare Illumia 12. Ci sarebbero tante cose da raccontare, dallo sguardo di chi mi ha salvato allo strappo di ciò che ho lasciato. Ma questa è una storia che vi racconterò più avanti…», Michele.

La tempesta perfetta e poi l’urto in mare

Dopo la tempesta che ha messo a dura prova la flotta, con venti anche tra i 50 e i 60 nodi, il Class 950 Illumia di Michele Zambelli che aveva superato brillantemente la durissima burrasca, ha colpito un oggetto galleggiante non identificato. La chiglia è andata distrutta e si staccata facendo imbarcare acqua. Immediata la comunicazione del ritiro dalla Ostar e la necessità di abbandonare la barca.

«La barca dopo la tempesta era perfetta, – dichiara Michele Zambelli con un messaggio – stava benissimo. Nella notte di ieri, verso le 4 della mattina, una forte collisione con un oggetto galleggiante e non identificato ha colpito la chiglia della barca, che dopo pochi minuti si è definitivamente staccata. La barca si è subito riempita di acqua ghiacciata ed era impossibile navigare».

Michele Zambelli fino al momento della collisione stava conducendo un’ottima regata: si trovava a circa 1300 miglia dall’arrivo a Newport, traguardo della Ostar, ed era in terza posizione nella classifica Gipsy Moth, categoria in compensato.

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