Torre della tonnara di Cofano. Photo credit: Marina Citterio

Il mal di Sicilia? Esiste. Lo si può provare anche solo dopo un breve soggiorno nell’isola. Il mare è fantastico e questo lo si sa, i siti archeologici e le città barocche sono conosciute in tutto il mondo, la cucina siciliana è apprezzata in ogni dove. La magia, però, colpisce appena si mette piede in Sicilia, di fatto succede qualcosa, si viene investiti da un’aria profumata, forse anche dal vento di scirocco che scompiglia la natura e gli umori, in qualche modo ammaliati come da un canto di sirene: si entra così senza filtri nell’atmosfera particolare di questa bellissima isola.
Leggende, racconti, aneddoti sono all’ordine del giorno nella conversazione con i siciliani, in una di queste si dice che in Sicilia ci siano nove mesi d’estate e tre d’inverno, tra l’altro mite, ciò rende l’isola una meta per una vacanza, breve o lunga, itinerante o stanziale, culturale oppure dal taglio degustativo, in ogni periodo dell’anno. Una zona, quella del Distretto turistico della Sicilia Occidentale, si presta in particolar modo, per naturale bellezza dei luoghi insieme alle numerosi iniziative locali, come meta di viaggiatori sportivi, dall’anima predisposta alla serendipità.
Ecco un percorso siciliano ad hoc, in quattro tappe sportive: da Trapani in vela verso la Riserva dello Zingaro e San Vito lo Capo, a piedi tra Erice e Custonaci, sul kite nelle acque di Marsala e Mazara del Vallo, archeologia subacquea alle Isole Egadi.

segesta

Tempio di Segesta. Photo credit: Sandro Guastavino

E come attività alternative? Visite in città d’arte e siti archeologici, come la scoperta della cashbah di Mazara del Vallo, oppure rappresentazioni artistiche, le Dionisiache, al Teatro di Segesta, del II secolo a.C., nell’acropoli nord del sito archeologico di Calatafimi Segesta. Come ultima puntata del tour? Un itinerario tra festival gastronomici e scuole di cucina, con degustazioni da non perdere: dai vini dei vitigni autoctoni agli indimenticabili dolci, fino al sale aromatizzato da assaggiare con la frutta fresca siciliana. Pronti? Si parte.

Photo credit Sandro Guastavino

Una vista di Trapani. Photo credit: Sandro Guastavino

Da Trapani in vela e catamarano

La posizione centrale nel territorio, la vicinanza all’aeroporto Trapani-Birgi, oltre alla bellezza della città, fanno di Trapani il punto di partenza per una vacanza fly&drive oppure fly&sail. Trapani con il suo porto e, soprattutto, con il suo vento è città velica e punto base per charterizzare barca o catamarano per itinerari nautici alle Isole Egadi oppure verso San Vito lo capo e la Riserva dello Zingaro, con le sue bianche calette, mare turchese e falesie a strapiombo e le grotte sommerse: quella del Colombaccio si apre in una camera di circa 30 metri. Le formule più gettonate sono le crociere di un giorno, un week-end oppure di una settimana con skipper, le distanze sono di circa 10 miglia per raggiungere Lo Zingaro e fino a 20 miglia in direzione dell’isola di Marettimo, la più distante da Trapani tra le Egadi. Per preventivi e informazioni sulle crociere contattate Globe Sailor, per chi volesse approcciare la vela o rimettersi in pista ci sono i corsi e le attività sportive organizzati dalla Lega Navale Italiana di Trapani.
Di ritorno dalle gite in barca si può pensare ad un aperitivo nel centro storico della città, tra Via Garibaldi e Corso Vittorio Emanuele, qui si trovano molti locali, tra maestosi palazzi barocchi e chiese monumentali; in Sicilia la religione ha un significato profondo, basti pensare alla storica Processione dei Misteri di Trapani, che si svolge il Venerdì santo, ormai da 400 anni, con esposizione dei Venti Sacri Gruppi dei Misteri dalla Chiesa delle Anime Sante del Purgatorio. Per chi volesse iniziare a percepire lo spirito dell’evento può visitare la Chiesa del Purgatorio che ospita i 20 gruppi scultorei.
Bella la passeggiata al tramonto lungo le Mura di Tramontana che, da Piazza Mercato del Pesce, costeggiano il litorale nord fino al Bastione Conca, dove si incontrano i due mari. E la notte? Romantica e chic nei bagli ristrutturati e solitari nei campi tra le vigne come il Baglio Soria Resort, magari in una delle stanze con letto a baldacchino nella torre, oppure più sportiva in barca, in una delle cabine in affitto nella nuovissima Ciuri Boat, un bed&boat aperto 365 giorni all’anno.

Trapani, vista notturna del Baglio Soria Firriato

Trapani, vista notturna del Baglio Soria Firriato

Idee di trekking, tra Erice e Custonaci

Nell’Anno Nazionale dei Cammini, sono molte le proposte tra sacro e profano per praticare trekking in Sicilia: dai percorsi delle Vie Sacre Sicilia, come la Via Francigena che da Mazara porta a Palermo, all’urban trekking e archeo trekking.
Un trekking slow perfetto per camminatori con licenza gastronomica ha come meta Erice e dintorni. Il borgo medievale si trova in provincia di Trapani, è circondato da mura di origine elimo-puniche e si trova a 751 metri di altitudine. Il suo incantevole centro storico si può raggiungere in auto, in ovovia, oppure con un trekking di circa due ore. Il Sentiero di Sant’Anna, (M-601, dislivello 661 metri, durata trekking 2 ore e 20 minuti) sale lungo il versante occidentale di Monte Erice, porta al seicentesco Santuario di Sant’Anna, ottimo punto panoramico su Trapani e le Isole Egadi, e da qui si raggiunge il centro di Erice. Il secondo percorso (M-602, durata 1 ora e 30 minuti) è un itinerario ad anello con vista verso la piana di Valderice e i rilievi di Custonaci.

Panorama su monte Cofano da Erice

Panorama su Monte Cofano da Erice

Per visitare Erice bisogna prevedere almeno una giornata: la Chiesa Madre, il Castello di Venere, il Giardino e le Torri del Balio, il Quartiere Spagnolo, sono solo alcune tra le soste da programmare. Tra una tappa e l’altra del giro

ceramiche De Simone

Dettaglio di una ceramica De Simone a Erice

storico, ci si ferma, prima, per la classica foto dai due punti panoramici, uno verso il Monte Cofano e l’altro su Trapani, le Saline e le Egadi, e poi nei negozietti che offrono produzione

artigianale tipica come la ceramica, le frazzate, un tipo di tappeto dalle colorate geometrie fatto a mano e, dulcis in fundo, la pasticceria. Cannoli, Frutta Martorana, Genovesi, Bellibrutti sono i dolci tipici che, come un rito, vanno assaggiati presso La pasticceria di Maria Grammatico , esperienza divina se così si può dire nella “città delle cento chiese”.

Mare e montagna: trekking sul  Monte Cofano

Riserva Naturale Orientata Monte Cofano, il Sentiero del Mare

Riserva Naturale Orientata Monte Cofano, il Sentiero del Mare. Photo credit: Sandro Guastavino

La Riserva Naturale Orientata di Monte Cofano  è meta ideale per un trekking in tutte le stagioni. Dominata dalla maestosità dolomitica del Monte Cofano, in prossimità di Custonaci, è fuori dai circuiti turistici più affollati, questa zona, per quanto aspra e selvaggia, è molto curata. Il Sentiero del Mare, della lunghezza di circa 5.4 km, si snoda lungo il periplo del promontorio, lungo la linea di costa tra i due ingressi alla riserva, Cornino e Castelluzzo, è in piano e molto piacevole. Più impegnativo è il Sentiero Scaletta mentre la salita in vetta da Baglio Cofano. Ogni passo nelle riserva è una scoperta, dalle cinquecentesche torri di avvistamento, quella di San Giovanni e quella di Cofano, a pianta stellare, alla Grotta del Crocifisso, ai resti romani delle vasche usate per la preparazione del garum. Aquile e falchi volano su distese di Ranuncoli di Baudot e Lenticchie d’acqua, Violaciocche e Asfodeli. Idea in più’: si può proseguire il trekking pernottando a Macari o a Castelluzzo, da dove, all’alba, si continua il trekking fino alla Riserva Naturale dello Zingaro. Il percorso è impegnativo e non segnalato, si consiglia di chiedere informazioni ai responsabili delle Riserve.
Un’esperienza da provare durante il periodo natalizio è la visita al più che celebrato Presepe Vivente di Custonaci. Nella paleolitica Grotta Mangiapane, nel borgo Scurati, ogni anno si svolge la rappresentazione della Natività. Nella grotta, con un’apertura di 80 metri in altezza e profonda 70 metri, sono state costruite a fine Ottocento delle casette ridossate alla parete, abitate fino agli anni 50: a Natale rivivono qui le arti e i mestieri della tradizione, con la partecipazione di 150 personaggi viventi. Il biglietto di ingresso che prevede visita, transfert dal centro storico e degustazione, costa 10 euro.

Commenti