Tornare in un posto dopo 20 anni (soprattutto dopo gli ultimi 20 anni dove i cambiamenti sono stati velocissimi) è come rivedersi da grande il tuo film preferito di quando eri adolescente: l’emozione che ti aveva fatto salire e scendere le farfalle ora non la riprovi più.

 

Mi sono accorta di questa terribile verità quando mi sono persa a Calafate, una volta paesino dell’Argentina meridionale, ora cittadina vicino al ghiacciaio Perito Moreno, uno dei pochi al mondo che continuano a crescere e Patrimonio dell’Umanità. Ero tornata con mio padre dopo esattamente 20 anni, avrei dovuto immaginare che qualcosa era cambiato. Per esempio, la prima volta sono arrivata dopo due giorni con un pullman che aveva attraversato tutta la Patagonia, invece con mio padre abbiamo preso l’aereo a Buenos Aires e siamo sbarcati nell’aeroporto di Calafate in uno degli otto voli giornalieri che arrivano in quella cittadina sperduta in alta stagione.

 

b2ap3_thumbnail_ghiacciaio-perito-moreno-2.jpgGli abitanti fissi una volta erano tremila, ora sono quasi ventimila e vivono in case costruite abusivamente senza un piano regolatore. Spuntano case e alberghi ovunque e questo è il motivo per il quale mi sono persa, non avevo più i miei punti di riferimento naturali perché erano spariti. Vent’anni fa lavoravo come guida turistica per italiani e mi ricordo che il mio capo mi guardò con gli occhi sgranati quando gli chiesi dove potevo trovare le lenticchie per i miei passeggeri piemontesi che volevano festeggiare il capodanno come loro tradizione.

 

b2ap3_thumbnail_ghiacciaio-perito-moreno-4.jpgOra non soltanto trovi le lenticchie ma c’è pure un casinò gigantesco, la strada principale è asfaltata e prima di arrivare al lago devi fare il giro obbligato tra le migliaia di negozietti che ti vendono souvenir e artigianato “locale” (di locale ha solo la scritta del posto perché vengono fatti quasi tutti a Buenos Aires). Il giro obbligato è molto simile a quello che devi fare per uscire dall’autogrill dopo aver bevuto il caffè, prima di arrivare alla porta devi fare lo slalom tra gli scaffali. 

 

b2ap3_thumbnail_ghiacciaio-perito-moreno-3.jpgLe guardie forestali del Parco Nazionale Los Glaciares ai tempi avevano vietato i voli in elicottero sopra il ghiacciaio perché il rumore avrebbe fatto fuggire gli uccelli dei meravigliosi boschi vicini. Oggi non solo si può quasi toccare con le aste il ghiaccio, ma puoi anche fare trekking sopra e berti un aperitivo on the rocks, prendere un battello e arrivare quasi vicino alle mura bianche alte 70 metri (una volta non si poteva), guardare la sua imponenza dalle passerelle panoramiche, fare escursioni a cavallo o sulle jeep, pescare sul lago e se ti resta un po’ di tempo libero puoi anche andare a vederti la Estancia Cristina (indovinate perché si chiama così).

 

Evitate i mesi di gennaio e febbraio dove i prezzi salgono alle stelle. La stagione migliore (da ottobre a dicembre oppure marzo e aprile) è quando al posto dei turisti puoi vedere tante farfalle, uccellini e ascoltare il rumore dei pezzi di ghiaccio che piombano sull’acqua… nel silenzio assordante delle Andes.

 

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