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Per il New York Times è l’Italia più autentica. Benvenuti nelle Marche, tra borghi medioevali, calette segrete, eccellenti piatti tradizionali e ottimi vini.

L’itinerario, poco più di 100 chilometri tra mare e entroterra, è un viaggio gourmand tra i sapori contadini della terra dei Piceni, trattorie, botteghe di formaggi e salumi.

 

 

La città di partenza è Grottammare, lungo la Statale Adriatica, una sfilata di ville liberty, aranceti e oleandri, il Castello dalle mura intatte, le logge di piazza Peretti, spalancate sul mare. A 4 chilometri, si cena A Casa da Angelo, agriturismo ruspante, ottime le ciriole, fettuccine con asparagi selvatici e pomodorini. Offida, sotto lo sperone calcareo di Santa Maria della Rocca, è a una ventina di chilometri, oltre le colline della Valle del Tesino, ricoperte di vigneti.

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Campo di cipolle in fiore, Marche – foto shutterstock.com

Le Marche fra borghi medioevali, paesaggi mozzafiato e sapori d’un tempo

L’enoteca Vinea, nell’ex monastero di san Francesco, è la vetrina delle migliori etichette regionali di Rosso Piceno, come Aurora. Non è distante Palazzo Nicoletti Ballati Bonaffini, aperto da poco, a due passi da piazza del Popolo, con camere affrescate, impreziosite da quadri e mobili di famiglia e una biblioteca di rarità del Duecento. Attraversato il corso del Tesino, si devia per Montalto Marche, a 16 chilometri, mantenendosi in alto, sul crinale della valle dell’Aso.

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Paesaggio con campi di girasoli vicino Fermo – foto shutterstock.com

Distese di peschi e albicocchi in fiore accompagnano per una trentina di chilometri, la strada fino a Montelparo, con le case rosate attorno al castello. L’auto si arrampica e scende per una quindicina di chilometri, lungo le alture dell’Alto Piceno, tra borghi medioevali. Come lo scenografico Monte Vidon Combatte che rimanda a battaglie e fatti d’arme. Oggi dietro la cinta muraria, con la porta di accesso quattrocentesca, si scoprono le meraviglie dei fratelli Passamonti che producono invitanti ciauscoli, salami lardellati, prosciutti affumicati al fuoco del camino.

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Foto scattata da drone di Treia, Macerata – foto shutterstock.com

Fermo, il borgo gioiello

Lungo la Sp 56, in venti chilometri, si raggiunge Fermo, borgo gioiello in pietra, arrampicato su un colle. E Piazza del Popolo, per ammirare il cinquecentesco Palazzo degli Studi e quello dei Priori, quattrocentesco. Dai tavoli della Locanda del Palio, in piazzale Azzolino, si gode il panorama sulle colline. Ma vale la pena di imboccare la statale 56 che porta a Monsampietro Morico, 27 chilometri lungo un paesaggio commovente. Per dormire a Villa Mancini, un palazzotto dell’Ottocento, con vista sulle colline a perdita d’occhio.

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