puglia

Il Telegraph l’ha appena scelta tra i 21 luoghi da visitare assolutamente in Italia. Mentre il Fai, il Fondo per l’ambiente italiano, l’ha inserita nel 100 luoghi da salvare e il quotidiano London Evening Standard nelle più belle spiagge wild del nostro Paese.

Ma Porto Selvaggio, tra Gallipoli e Porto Cesareo, è solo una delle meraviglie della Puglia e dei suoi ottocento chilometri di costa che attirano stranieri da ogni parte del mondo. C’è chi ha paragonato alle Maldive baie come Pescoluse e Punta Prosciutto, ma c’è molto di più lungo i litorali dal Gargano al Salento.

Centinaia di cale segrete di sabbia bianca o di ciottoli, dune, fiordi, incastonate tra uliveti, macchia mediterranea profumata, boschi di pini d’Aleppo. Tra due mari, lo Jonio e l’Adriatico, sinfonia di colori dal turchese al blu cobalto. Avvolte nel silenzio per solitari e romantici, o attrezzate con beach bar per un brindisi al tramonto con gli amici.

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Le acque cristalline di Porto Cesareo, Salento, Puglia – Foto shutterstock.com

Tra acqua cristallina e lunghe distese di sabbia bianca

Porto Selvaggio è una riserva naturale di mille ettari, un angolo scampato al cemento, dove non c’è nulla. Solo la grande natura da scoprire a piedi lungo un sentiero tra cespugli di ginestre, cisti e gigli marini. Su un promontorio calcareo dominano la baia la Torre dell’Alto, fortezza aragonese sede del Museo di Biologia marina, troncopiramidale, con una scala in pietra calcarea dai gradoni circolari e i ruderi della cinquecentesca Torre Uluzzo. È una delle località più importanti nel Salento per l’archeologia preistorica. Nella grotta del Cavallo sono stati trovati i più antichi resti di Homo sapiens in Europa.

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Il parco naturale di Porto Selvaggio, Puglia – Foto shutterstock.com

Il mare è un lampo azzurro tra le rocce. Dove immergersi sopra praterie di gorgonie rosse, alghe violacee, spugne arancione e inseguire tra le stalattiti e le stalagmiti sommerse della Grotta delle Corvine, branchi degli eleganti pesci che le hanno dato il nome. Poi ci si stende al sole  nella spiaggetta di Uluzzo. All’orizzonte, nelle giornate terse, si vede la Calabria.

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Punta Prosciutto, vista sulla Torre Colimena, Puglia – Foto shutterstock.com

Stessi ingredienti a Punta Prosciutto. Acque cristalline, lunghe spiagge di sabbia fine e bianchissima, dune alte otto metri, distese di macchia mediterranea in quest’area marina protetta conosciuta anche con il nome Palude del Conte, a una decina di chilometri da Porto Cesareo, dopo Torre Lapillo. Nelle giornate ventose si spingono verso il cielo le vele colorate del kitesurf. Da qui si raggiunge la suggestiva Salina dei Monaci, sulla riva ovest di Torre Colimena, regno dei fenicotteri rosa.

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La baia di Uluzzo, Porto Selvaggio, Puglia – Foto shutterstock.com

Mentre la torre d’avvistamento seicentesca delle Moline, una delle centinaia che costeggiano il Salento, annuncia il litorale di Campomarino di Maruggio affacciato sul mare turchese, rifugio di uccelli marini che cercano prede sulla battigia tra le dune ricoperte di timo, ginepri e soprattutto cespugli alti e stretti di sparto pungente (“lu pilìddu” in lingua locale). Sono i tutori delle dune, perché intrappolano tra i rami i granelli di sabbia che così non si disperdono. Fino a mezzo secolo fa erano utilizzati nella costruzione dei tetti dei “pajàri” maruggesi, simili ai cottage irlandesi. Si scopre qui lungo uno dei tratti più belli della costa ionica, la spiaggia di Ayala o del Conte, preferita dai naturisti. Arrivarci non è facile. Bisogna faticare un po’, camminando per centinaia di metri lungo la battigia. Il premio è assicurato: nessun lido attrezzato nei paraggi, poca gente, acque che splendono come smeraldi. Alle spalle due chilometri di pineta.

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La spiaggia splendida di Pescoluse, “Le Maldive del Salento“ – Foto shutterstock.com

Le Maldive del Salento

Il must è la spiaggia di Pescoluse, “Le Maldive del Salento“, “Bandiera Blu” di Legambiente, tra Ugento e Santa Maria di Leuca, che si accende di sfumature rosa pallido o intenso a seconda delle ore del giorno. Un sogno tropicale di quattro chilometri di sabbia bianca fine come il borotalco, acque cristalline e fondali bassi, dune ricoperte di acacie e gigli  bianco, chioschi che spuntano tra i canneti ed i palmizi, torrette di salvataggio, isolotti di sabbia.

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Torre Sant’Andrea, Rocky beach, Puglia – Foto shutterstock.com

È un paradiso esotico anche Punta Pizzo, all’interno della riserva naturale Isola Sant’Andrea premiata da Lega Ambiente nel concorso “La più bella sei tu”. Calette sabbiose si alternano a scogliere di tufo, tra profumi inebrianti di ginestre, timo e rosmarino. È lungo quasi un chilometro Il sentiero n.1, le “Pinete litorali”, quasi pianeggiante, che si snoda lungo piste sterrate, a tratti sconnesse, percorribili a piedi, in mountan bike o a cavallo.

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Punta della Suina, Salento, Puglia – Foto shutterstock.com

È uno spettacolo anche Punta della Suina, immortalata nel film Mine vaganti di Ferzan Ozpetek, che si raggiunge lungo un sentiero nel verde. Dune, rocce che degradano verso il mare, piscine naturali di acqua turchese, sabbia bianca e stabilimenti balneari gay friendly come il Makò. È un must il beach bar Punta della Suina, dove si possono prenotare lettini acquatici galleggianti con calotta per ripararsi dal sole.

Tra gli uliveti di Melendugno, sulla costa adriatica, la pineta si allunga verso il mare piatto come una tavola, le dune e la spiaggia di sabbia finissima, una mezzaluna di quasi un chilometro nella Baia di Torre dell’Orso, dominata dalla cinquecentesca torre di guardia che le dà il nome. Si specchiano nelle acque trasparenti grazie alle correnti marine del Canale d’Otranto, le due Sorelle, imponenti faraglioni di pietra chiara.

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