ake Duiker island
Nei pressi di Ake Duiker Island, incontri ravvicinati con una foca

Il Daddy e Anna sono arrivati. Resteranno due mesi, quindi le visite turistiche ce le gestiamo in tutta tranquillità dedicando domenica mattina al mercato di Hout Bay (tradotto da un mix Afrikaans-Inglese, la Baia del Legno).

Hout Bay

Il mercatino di Hout Bay

Prima di raggiungere la meta prefissata decido di deviare con una tappa molto turistica. Se avete visitato Cape Town con una guida, o se avete letto la Lonely Planet, conoscerete già l’isola delle Foche (ake Duiker Island). Si tratta di un piccolo isolotto roccioso bagnato e protetto dalle gelide correnti antartiche. Lontano dalle ghiotte fauci degli squali, a cui non piace il freddo, migliaia di foche si fermano qui per convolare a nozze e metter su famiglia.

isola delle foche

Ake Duiker Island, dove le foche vengono a riprodursi

5 euro in meno e 40 minuti più tardi ci dirigiamo ai mercati di Hout Bay come da programma. Mi piacciono molto i mercatini di Hout Bay e vi consiglio la visita. Sono a quaranta minuti dal centro di Cape Town, la strada per raggiungerli è tra le più sceniche che conosca, sono coperti e operativi ogni weekend. Ci si trovano originali souvenir per turisti, creative produzioni di artigianato locale e bancarelle per ogni tipo di gola. Stiamo ormai per concludere la nostra visita e salire in macchina, quando faccio notare ad Anna una casa/baracca in cima alla collina, che mi ha sempre incuriosita. Si tratta di una costruzione di lamiera, ma a differenza delle tante baracche degli insediamenti informali come li chiamano da queste parti, è molto più imponente.

Khoisan

La casa dove Xoma vive e coltiva le sue erbe medicinali

Costruita su due piani, con una meravigliosa vista della baia, ha un giardino curato, polli, piante medicinali, due cavalli e un puledrino. Ai piedi del sentiero sabbioso che sale, si trova anche un cartello che invita alla visita. Anna che è più curiosa di me (anche lei è nata nell’anno della Scimmia) esorta «Andiamo!». Ci accoglie il proprietario, Xoma, un bell’uomo di origini Khoisan (la popolazione autoctona del Capo), vestito di pelli di antilope (io pensavo di Capra, ma Anna ne sa molto più di me!) e in testa quello che resta di un Puffheader, uno dei serpenti più velenosi delle montagne del Capo. Si definisce un “herbal healer”, e ci credo, visto che tra le erbe benefiche ha quelle più famose. Ascoltiamo la sua storia, visitiamo la sua casa, io mi innamoro del suo bellissimo Pitbull (tanto tranquillo e sereno che sembra essere stato addestrato da Ceasar Milan e Dalai Lama), saluto la sua famiglia, mi complimento per la vista mare…

Xoma

Xoma

Ma è soprattutto la sua felicità che mi tocca il cuore. Ha ricevuto la casa con un progetto di co-housing deciso dal Comune di Cape Town, dopo esseri imposto a chi voleva costruire un blocco di cemento a progetto di case popolari. Ciò che trovo esemplare e toccante è quanto il suo sogno non sia stato solo a beneficio della soddisfazione del suo ego, ma si sia trasformato in una missione più grande che tocca l’intera comunità. La sua casa è aperta ad accogliere turisti, visitatori curiosi, ma soprattutto i bambini di Hangberg, la township che si estende alle sue spalle, a cui dedica pomeriggi di giochi e lezioni su piante e animali.

città del capo

Hout Bay

Il suo prossimo progetto è un prefabbricato di legno che a breve diventerà un piccolo ambulatorio gratuito per terapie alternative. Prima di salutarci mi ripete di quanto sia felice e grato che il suo sogno di bambino si sia finalmente avverato. Mi dice che il suo prossimo sogno è avere capre e pecore con cui fare latte, formaggi e arrosticini (tranquilli, anche il mio animo vegan approva). Tornerò a trovarlo presto con la certezza di vedere altri suoi sogni realizzati!

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