Cracovia
Market Square, Cracovia - Foto shutterstock.com

È una delle città europee della E generation. Sono circa 200 mila, un quarto degli abitanti, i Millennials che hanno colonizzato Cracovia, l’antica capitale della Polonia. Attirati dalle 23 università, ma anche dalla easy life, le guesthouse e le taverne a pochi euro, la movida effervescente nei templi della musica ricavati nelle cantine a volta.

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Taste the town è il motto che attraversa Cracovia, con il centro storico medioevale chiuso al traffico, le piste ciclabili, World’s Top 10 Cities per Travel & Leisure. Oggi più che mai straordinario luogo di incontri, melting pot di popoli e genti.

città d'europa

Market Square angolo St. Mary’s Basilica, Cracovia – Foto shutterstock.com

Un po’ Parigi e un po’ New York

È Kazimierz, il quartiere più trendy, a metà tra il parigino Marais e l’East Village newyorchese, centro di vita della Cracovia ebraica prima della deportazione di massa della comunità, rinato dopo anni di abbandono grazie anche a Schindler’s List, il celebre film di Spielberg girato tra le casupole e le botteghe con suggestive insegne dei vecchi mestieri.

Kazimierz

Ristorante nel quartiere ebraico Kazimierz, Cracovia – Foto shutterstock.com

Le antiche sinagoghe, sette in tutto di cui solo una è rimasta attiva, ospitano gallerie d’arte, librerie e centri culturali, si aprono ristoranti kosher, pub vivaci. Mancano gli ebrei, ridotti a poco più di un centinaio. È uno degli angoli amati dalla poetessa polacca Wislawa Szymborska, premio Nobel, per cui la vita era un teatro. Passeggiava nelle stradine di ciottoli con l’immancabile cappellino color pastello in testa e ai musei e ai monumenti preferiva la città non appariscente delle piccole cose quotidiane, le kaviarnia, le caffetterie, i mercati come la Stary Kleparz, il più antico della città, dietro il Planty, i giardini rigogliosi. E adorava il goulash del nostalgico ristorante Pod Baranem.

planty park cracovia

Planty Park, Cracovia – Foto shutterstock.com

I luoghi dell’anima di Cracovia

A Kazimierz si accede dalla via Szeroka, larga come una piazza, location di molte scene del capolavoro di Spielberg. Il Muro del Pianto ispirato a quello di Gerusalemme, separa la strada dal cimitero ebraico, una distesa di lapidi, molte rinascimentali. Un luogo dell’anima, commovente, tra cespugli fioriti e canti di uccelli. In mezzo a Plac Nowy animata da un vivace mercato di brocanteur, Okraglak, la Rotonda, è una struttura dalla forma circolare costruita nel primo Novecento per il macello della carne kosher. Oggi è l’appuntamento immancabile dei nottambuli in fila per la Zapiekanka, street food inventato qui negli anni Settanta in pieno comunismo, mezzo sfilatino con formaggio e funghi alla griglia, guarnito con erba cipollina e ketchup.

Zapiekanka

Zapiekanka, street food, Cracovia – Foto shutterstock.com

Si trovano in questo quartiere alcuni dei locali più autentici pieni di tavoli in legno scuro, pendole, vecchie foto, e le immancabili candele. Come Alchemia che ospita ottimi concerti jazz o il Singer Café zeppo di macchine da cucire della famosa casa, musica fino all’alba, gitana o jewishstyle klezmer. Il futuro è lo Studio Qulinarne, in un’ex rimessa di bus vicino al Museo d’Ingegneria Municipale, grandi vetrate, scaffali pieni di libri e riviste, e un menu intrigante che va dal consommé di pesce al Pernod alle pappardelle al sugo d’anatra con olio al tartufo.

Plac Bohateròw

The Krakow Ghetto Memorial in Plac Bohaterow Getta, Cracovia – Foto shutterstock.com

La Piazza degli eroi

La via Jozefa segna il confine con Podgorze, l’antico ghetto, dall’altra parte del fiume, con la Plac Zgody dove i nazisti raggruppavano gli ebrei prima della deportazione. (Auschwitz è a 60 chilometri). Oggi è stata ribattezzata Plac Bohateròw, Piazza degli eroi: qua e là, ancorate al selciato, 68 sedie-scultura in bronzo, perché 68 mila erano gli ebrei deportati e le sedie gli unici arredi di cui disponevano. In un angolo si può visitare la Farmacia dell’Aquila gestita da Tadeusz Pankiewicz che, unico non ebreo del ghetto, aiutò finchè potè i prigionieri. La farmacia è stata trasformata in museo con il contributo di Spielberg.

contemporary art

Mocak – Museum of Contemporary Art, Cracovia – Foto shutterstock.com

Mentre la fabbrica di stoviglie smaltate di Oskar Schindler ospita una emozionante mostra permanente che racconta la storia di Cracovia durante l’occupazione nazista. Sempre nell’area della fabbrica, più di ottomila metri quadrati di superficie espositiva, duemila opere, centoquaranta artisti di fama internazionale: è il Mocak, straordinario Museo di Arte Contemporanea.

Fabbrica

Una stampa del 1964 della Fabbrica Nova Huta, Cracovia – Foto shutterstock.com

In periferia verso il futuro

Dirigendosi invece verso la periferia, si arriva a Nova Huta, la Nuova Fonderia, un tempo il più grande complesso siderurgico dell’Europa dell’Est, da cui sono partiti i grandi scioperi che hanno travolto il regime comunista. L’atmosfera è quella degli anni prima della caduta della cortina di ferro: pianta urbanistica, edifici in stile socialista, viali ampi, tram degli anni ‘60 e ‘70 perfettamente funzionanti. E i caratteristici bar Mlezcnzy, le “latterie”, tipiche trattorie economiche dei tempi del socialismo, aperte solo nelle ore diurne e in cui non si servono alcolici.  La Cracovia del futuro potrebbe nascere qui, tra nuove architetture avveniristiche.

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