Budapest, regina d’Ungheria, capitale dell’impero, terra del Danubio. La Parigi dell’est, azzardano molti. Città delle terme, dicono tutti.

Sono tanti i motivi per visitare una città, dai monumenti ai musei, ma Budapest ha da sempre qualcosa in più, per merito di quella faglia geologica da cui sgorgano acque minerali dalle ottime proprietà terapeutiche. Grazie alle quali oggi può vantare una vera e propria costellazione di impianti termali dal fascino centenario. A partire, sulla riva di Buda del Danubio, da quelli dell’Hotel Gellért, uno dei capolavori liberty della capitale ungherese. Immergersi nelle sue vasche è paragonabile a fare il bagno in una cattedrale, rivivendo gli sfarzi della Principessa Sissi e i profumi della belle époque.

Dopo una visita d’obbligo al Castello e al Palazzo Reale, si prosegue verso est lungo il Danubio, per incontrare tre bagni termali risalenti al buio periodo della colonizzazione turca: il Rudas, la sera uno dei punti d’incontro preferiti dai giovani ungheresi, il Király, il cui edificio costruito nel 1570 è coperto da quattro cupole traforate con tanto di mezza luna, e il Lukáks, divenuto nel ‘900 uno dei ritrovi preferiti dai letterati. Percorso il Ponte delle Catene, uno dei simboli della città, il tour termale prosegue a Pest, con la sua Basilica di Santo Stefano e il Parlamento. Passeggiando per i grandi viali alberati, fra le luci della città e i mille caffé di Andrássy út, si punta verso piazza degli Eroi e il Parco Municipale. Qui sorgono le gigantesche terme Széchenyi, fra le più belle e grandi d’Europa grazie a ben 12 bagni e tre piscine.

Terminato il giro fra le migliori terme della città, il viaggio non può che concludersi con un caffé e una fetta di torta in due delle migliori pasticcerie della capitale, la Gerbeaud e la Lukáks. Per perdersi ancora un po’, fra essenze al cioccolato e aromi di caffé, nella magia di Budapest. Città delle terme.

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