Il paese di Sassocorvaro. Ph. Stefano Frattini.

Marina dei Cesari vi propone un tour nell’entroterra marchigiano al sapore di birra. Alla scoperta di un territorio sito in un contesto storico e paesaggistico dalle mille affascinanti sfumature e che è diventato uno dei principali luoghi di produzione di bionde (ma non solo) artigianali. Così ecco come scoprire una terra ricca di passato con un paio di soste per conoscere due birrifici imperdibili.

La gola del Furlo

Per raggiungere le valli dei birrifici è d’obbligo una piccola deviazione nella gola o passo del Furlo situata lungo il tracciato originario della via Flaminia, nel tratto in cui questa costeggia il fiume Candigliano affluente del Metauro. È una riserva naturale magnifica, un ambiente unico ricco di boschi rigogliosi affacciati sulle acque limpide e fresche del Candigliano che in quel punto assume i colori dello smeraldo. La galleria fu fatta scavare dall’imperatore Vespasiano, nel punto più stretto della gola che fu detta petra pertusa o forulum (piccolo foro), da cui “Furlo”. È senza rivestimento e fu scavata a mano con lo scalpello nel calcare compatto con i caratteristici tagli a gradino che ancora testimoniano quell’immane fatica conclusasi nel 77 d.C.

Il passo del Furlo. ph.Stefano Frattini.

Il passo del Furlo. ph.Stefano Frattini.

Ad Apecchio, città simbolo dei birrifici marchigiani

Da qui ci spostiamo verso il piccolo comune di Apecchio, 2000 abitanti, un borgo medioevale incantevole, uno degli avamposti dell’antica via Flaminia che collegava Rimini a Roma.
“Apecchio Città della Birra” è l’orgogliosa definizione del comprensorio perché qui sgorga acqua purissima direttamente dal Monte Nerone e il clima favorisce la produzione di un orzo di qualità.
Questi gli ingredienti perfetti per un successo in crescita in tutto il mondo che vi invitiamo a conoscere di persona.
Ogni anno in giugno, Apecchio ospita anche il Festival nazionale dell’alogastronomia, il primo festival in Italia interamente dedicato alla birra artigianale. Un’occasione per assaggiare prodotti di qualità abbinati alla birra e per scoprire un magnifico territorio montano, aspro e incontaminato.

Uno scrocio di Apecchio. Ph.Stefano Frattini.

Uno scrocio di Apecchio. Ph.Stefano Frattini.

Le grazie del Microbirrificio Venere

Per esempio visitando Il Microbirrificio Venere dove i titolari ci mostreranno orgogliosi la naturalità della loro produzione che incomincia nei campi dove cresce l’orzo senza l’uso di nessun prodotto chimico. Questo bell’esempio dei birrifici marchigiani è infatti inserito in una più ampia azienda agricola chiamata Cà Cirigiolo, che ospita anche un agriturismo proprio ai piedi del Monte Nerone, dove faremo una sosta per il pranzo con degustazione dei piatti della tradizione accompagnati dalla birra artigianale “Venere”, prodotta in piccole quantità. Una birra ad alta fermentazione, rifermentata naturalmente in bottiglia, non filtrata e non pastorizzata, senza conservanti.

La raccolta dell'orzo per il Microbirrificio Venere.

La raccolta dell’orzo per il Microbirrificio Venere.

Urbania, l’antica Casteldurante

Tappa successiva Urbania, l’antica Casteldurante, che un’antica leggenda descrive come una Bologna in miniatura. «I maestri muratori che dovevano costruire la città distrutta dalle guerre feudali, furono mandati a Bologna con dei mazzi di canne per misurare la larghezza delle vie e dei portici di quella città che si doveva copiare esattamente. Fatto ciò i maestri muratori si incamminarono per il ritorno ma, stanchi, cominciarono ad usare quelle misure come bastone da viaggio e queste man mano si accorciarono. Di conseguenza… tutto fu più piccolo nella nuova città delle Marche».

Una veduta di Urbania. Ph. Stefano Frattini.

Una veduta di Urbania. Ph. Stefano Frattini.

Urbania è un piccolo gioiello architettonico con strade perfette che si intersecano geometricamente come un antico campus romano. Insieme a una guida turistica di grande esperienza e cultura come Manuela Palmucci, potremo scoprire se vorrete i tesori di questa antica cittadina. Per esempio il suo splendido Palazzo Ducale sede dei Brancaleone, primi feudatari del sito, e poi residenza dei Montefeltro e dei Della Rovere. Celebri in tutto il mondo sono le antiche ceramiche di Casteldurante, prodotte dagli abili maiolicari del luogo che, favoriti dalla corte roveresca, poterono giovarsi della collaborazione di pittori famosi, dando vita al genere dello ‘Istoriato’.

Gli splendidi esemplari di ceramica durantina che risalgono al periodo medievale e ad epoche recenti, sono conservati nelle collezioni all’interno del Palazzo Ducale nel Museo Civico e nel Museo Diocesano, con illustrazioni riguardo le tecniche e gli stili locali per realizzarli. Piatti, tazze, brocche e catini, manufatti destinati al decoro architettonico, anfore e altre tipologie prodotte con l’antico sistema artigianale durantino, sono in vendita nei pittoreschi negozi che si affacciano lungo le stradine del centro storico.

La Cotta, birra del Montefeltro

Dopo la sosta a Urbania ci spostiamo in un’altra valle del Montefeltro per conoscere un altro dei birrifici marchigiani: la Cotta, situato su una collina da cui si domina la vallata del fiume Foglia. Da lassù ammireremo il lago di Mercatale e il paese di Sassocorvaro sul quale svetta la Rocca di Francesco Di Giorgio Martini, simbolo e cuore di questo territorio.

L'esterno del ristorante-birrificio la Cotta.

L’esterno del ristorante-birrificio la Cotta.

Luigi Rengucci e Francesco Tontini sono i titolari e testimoni di una grande passione per l’attività agricola di alta qualità rivolta alla produzione della birra artigianale. Ci introdurranno alle varie fasi di produzione della loro birra e se vorrete, potrete proseguire la visita con una cena al Ristorante La Cotta prima del ritorno a Marina dei Cesari.
Da non perdere tra i piatti speciali da assaggiare a La Cotta, il loro Crostone al Metro che vi permetterà di coronare al meglio l’esperienza della Birra nel Montefeltro!

Una delle birre prodotte da La Cotta.

Una delle birre prodotte da La Cotta.

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