Isole Saroniche

Ci si muove in barca o a dorso d’asino nella Portofino di Grecia. Le auto, ma anche gli scooter sono proibiti a Hydra, l’isola più scenografica dell’arcipelago di Saronico, risparmiato dal meltemi che per tutta l’estate spazza le Cicladi.

Una cartolina della Grecia: il monte Eros selvaggio e austero che sfiora il cielo, l’anfiteatro di case fortificate in pietra e bianche che si specchia nel porticciolo affollato di caicchi, il labirinto delle viuzze profumate di gelsomini, i pescatori che vendono triglie dalle barche in legno colorato. Isola di avventurieri, marinai formidabili, capitani di ventura, dove una flotta di cento golette alla fine del Settecento faceva la spola per i commerci con l’America. Location di film, buen retiro di artisti e scrittori, da Chagall a Henry Miller, Leonard Cohen e Jannis Kounellis che hanno vissuto qui anni felici, fino a Mike Jagger.

Hidra

L’isola di Hydra, Golfo Saronico, Grecia – Foto shutterstock.com

Partenza: Atene

Arrivarci non costringe a scali aerei o giornate in traghetto, Atene è a un’ora e mezza di navigazione. Perfetta per salire a bordo e andare alla scoperta dell’arcipelago. La marina Kalamaki dista solo 20 minuti dall’aeroporto con transfer per i clienti organizzati da tutti i partner Globe Sailor che noleggiano barche ad Atene. Una volta a bordo, si evita il porticciolo dove vige la regola della seconda e terza fila, e si getta l’ancora a Mandraki, un miglio a est.

Un sentiero di ciottoli in 20 minuti porta al villaggio, tra scorci spettacolari sulla scogliera a picco sul mare. Le spiagge migliori si concentrano a sud. Il mare è una prateria di poseidonie nella rocciosa Molos, sono perfette per dare fondo e passarci la giornata Bitsi e Aghios Nikolaos, mentre Liminioniza è il meglio per le immersioni subacquee. A cena, tappa d’obbligo da Pirofani , una piccola taverna nascosta sulle collina Kamini del cosmopolita Theo.

vacanze in barca

Poros, Golfo Saronico, Grecia – Foto shutterstock.com

A zonzo per le Isole Saroniche

Navigando da Atene, la prima tappa è Poros, la più vicina alla capitale. Il nome significa passaggio e in effetti solo uno stretto canale largo appena 200 metri la separa dal Peloponneso, accendendo la fantasia di poeti e scrittori. “Entri nel porto di Poros ondeggiando tra alberature e reti da pesca, in un mondo che solo il pittore conosce” scrive Henry Miller. Un angolo di Grecia d’antan, sotto il teatro di Epidauro, tra taverne tradizionali, sfilate di polpi appesi, boutique di souvenir un po’ kitsch e casette a cubo bianche con le tegole rosse abbarbicate sulla collina. In una viuzza a scale,  la taverna Karavolos ha come simbolo la lumaca. Piatto imperdibile cucinato con una salsa segreta a base di pomodoro.

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Il vecchio porto di Spetses, Golfo Saronico, Grecia – Foto shutterstock.com

Simbolo di Spetses, la più defilata, è l’hotel Poseidon di un armatore innamorato dell’isola. Con lo Yacht Club di Grecia organizza la Spetses Classic Yacht Race, (dal 22 al 25 giugno). Per quattro giorni il braccio di mare che separa l’isola dal Peloponneso si riempie delle più belle barche del Mediterraneo, con le golette egee e le vele latine che si incrociano con prestigiosi velieri come il Savannah, replica moderna dei Classe J degli anni Trenta. Lungo la baia, si affacciano cantieri navali della tradizione marinara dell’isola. Una terrazza a strapiombo sul mare all’entrata del vecchio porto annuncia l’Orloff Restaurant dove assaggiare la mousse di tarama bianco, il filetto di tonno marinato e la maoussaka al polpo.

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Agia Marina, Golfo Saronico, Grecia – Foto shutterstock.com

Ma tutto l’arcipelago è una scoperta. Merita almeno un giorno la minuscola Aegina, famosa per il pistacchio saporito e più grande di quello di Bronte, ingrediente di gelati e piatti tradizionali e per il suggestivo tempio di Afaia su una collina ricoperta di pini che domina il porticciolo di Agia Marina. Da non perdere una cena nel villaggio di Perdika, regno dei pescatori e velisti. Angistri, minuscola e incantata immersa nel silenzio e nella natura, è una sfilata di calette di acqua turchese sfiorate dalla macchia mediterranea.  Ma vale la pena anche di puntare la prua sulla costa del Peloponneso e ormeggiare al piccolo molo di Palaia Epidauro. Per incantarsi davanti l’antico Teatro di Epidauro, uno degli esempi più incredibili dell’architettura greca e fare uno snorkeling indimenticabile sulle rovine archeologiche di una città sommersa a soli 2 metri di profondità.

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