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Si tratta di tutta un’altra storia rispetto all’edizione del 1990, il testo L’arte e la scienza della vela, Nuova edizione aggiornata, pubblicato da Nutrimenti è difatti un testo nuovo, adattato ai velocissimi e performanti cambiamenti grazie ai quali negli ultimi 25 anni si è guardato a vele, alberi e sartiame.

Tom Whidden, presidente e CEO di North Tecnology Group che  include North Sails e Michael Levitt, giornalista, autori del testo che è stato definito la bibbia della vela, hanno analizzato l’evoluzione del “motore in coperta” da tutti i punti di vista possibili.

north sails

Minden, Nevada – March 2015.
North Sails 3DL® manufacturing facility in Minden, Nevada.
Inside Building 1.
©Paul Todd/OUTSIDEIMAGES.COM
OUTSIDE IMAGES PHOTO AGENCY

Archiviata la pratica sperimentale a bordo, oggi le vele da competizione sono realizzate per la maggior parte in pannelli unici, modellate su stampe tridimensionali, nella forma definitiva che avranno nel vento e, nella progettazione, ci si avvale sempre più di strumenti come le Rans (Reynolds Averaged Navier-Stokes), algoritmi che giocano un ruolo fondamentale nella progettazione delle vele, insieme alle nuove conoscenze di aerodinamica, le caratteristiche dei nuovi materiali sul mercato, in particolare gli adesivi. Se, un tempo, l’equilibrio tra scienza e arte nella progettazione era definito nelle proporzioni 2/3 e 1/3, oggi la scienza ha conquistato del tutto il comando a bordo. Per arrivare a questo risultato, però, si è svolta una lunga e fruttuosa competizione tra intuito e progettazione: nel primo capitolo del libro si può assaporare come proprio questa sottile competizione tra arte e scienza abbia definito il nascere delle veleria moderna.  Si deve a Ted Hood, il “velaio dei 12”, metri di America’s Cup, e all’ingegnere Lowell North, che gareggiarono per una vita a colpi di forme e materiali, la trasformazione di questo mondo in un business internazionale.

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Ted Hood durante la vittoria alla SORC’s Ocean Triangle Race del 1975 su Robin II, Too, un Two Tonner da lui progettato. Era l’anno successivo a quello in cui aveva difeso L’America’s Cup con Courageous ed era stato nominato Yachtsman dell’Anno. (Foto Michael Levitt)

Il libro, che si presenta in formato maxi e illustrato da fotografie di grande impatto, introduce e approfondisce nel secondo capitolo l’uso dei materiali e il metodo in cui questi sono trattati nel processo di costruzione di una vela, mentre nel terzo capitolo si affronta in modo del tutto nuovo la teoria della circolazione, proposta da Arvel Gentry nel 1973, con la quantificazione di alcuni dei suoi effetti, per capire perché e dove il vento interagendo con un piano velico, accelera o rallenta.  Nel quarto capitolo si tratta di aerodinamica, mentre nel quinto delle vele modellate tridimensionalmente, specialità della veleria North; le ultime tre parti del libro sono dedicate alle rande sulle barche di ultima generazione, quindi armi frazionati, square top, rigging flessibili, alla parte frontale della vela di prua e la balumina di randa, in una prospettiva diversa da quella tradizionale e da ultimo agli spinnaker, per una sempre più efficiente prestazione.

Un libro scientifico, approfondito per la teoria e utile per la pratica, ricco di dettagli storici che riportano a eventi e regate che hanno cambiato la storia della vela come  le vele nere di Alinghi durante la Coppa America del 2007.

L’arte e la scienza delle vele – Nuova edizione aggiornata, Tom Whidden e Michael Levitt, Nutrimenti Mare, 28 euro.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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