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Ha suscitato grande interesse il progetto della Livrea Yacht lo scorso marzo al Jec composites di Parigi. I pionieri della nautica in 3D, Daniele Cevola, architetto, e Francesco Belvisi, ingegnere, insieme ai loro partners, Kuka robotics, Autodesk e Luv, hanno presentato il loro gioiello: Lancia 510.

Una splendida reinterpretazione della lancia pantesca dell’Isola di Pantelleria, realizzata storicamente dai maestri d’ascia in legno di gelso e pino marino, come vuole la tradizione. Il progetto è nato dalla collaborazione fra la YAM e Daniele Cevola Design Studio, che insieme hanno fondato Livrea Yacht Italia. Lancia 510, costruita in tre mesi, è un daysailer che unisce artigianalità e altissima innovazione. Non solo permette di avere stabilità e leggerezza in mare, ma anche sorprendenti performance, grazie ai materiali in tecnologia 3D uniti a quelli in legno.

Il 3D, la nuova rivoluzione della nautica

Durante le giornate #jecparis 2017, gli appassionati di tecnologia di tutto il mondo hanno potuto ammirare il lavoro dei loro robots in azione mentre stampavano in 3D piccole componenti in fibre di carbonio. Non c’è nulla di strano, è la nuova rivoluzione industriale della nautica. Utilizzare il 3D printing funzionale nella costruzione di un’imbarcazione. E Livrea Yacht è leader indiscusso.

3DGià nel 2014, il cantiere siciliano, realizzò attraverso la tecnologia “strato per strato” il primo concept in scala 1:14, stampato in 3D, di Livrea 26, “figlia del vento”, presentandolo in anteprima mondiale al Salone Nautico di Miami. Il modellino, costruito in un composito a base poliammidica caricato con fibre di carbonio chiamato Windform e brevettato della CRP Techology di Modena, si ispira alla lancia pantesca prendendone gli elementi più caratteristici, trasformandolo, infine, in un daysailer di alte prestazioni.

Il vantaggio è nei tempi di realizzazione. Infatti, grazie al ciclo continuo della macchine 3D printing sarà possibile condensare la realizzazione di Livrea 26 in poche settimane, ottenendo comunque un ottimo livello di definizione del prodotto. «Stiamo riuscendo a realizzare elementi sempre più grandi. Il nostro obiettivo sarà arrivare a realizzare un unico one-off in 3D dell’imbarcazione», spiega Daniele Cevola. Come afferma la prestigiosa Harvard Business Review: la stampa 3D cambierà davvero il mondo in cui viviamo? Certo è che il futuro sembra sempre più vicino. E con lui la possibilità di stampare parti della nostra imbarcazione dove vogliamo.

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