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Sono un segreto ben custodito nei diari di bordo degli skipper che li hanno scoperti in anni di navigazione nel Mediterraneo. La caletta nascosta dove gettare l’ancora in perfetta solitudine, il ridosso dal maestrale furioso, il ristorantino dei pescatori dal mare al piatto.

Sono gli approdi più belli il valore aggiunto di una vacanza in barca. Dalla Grecia alle Egadi alle Baleari, ecco i più spettacolari.

La Magna Grecia

Poco più di tre chilometri quadrati nell’arcipelago del Dodecanneso, una cinquantina di abitanti, un porticciolo, qualche taverna come Apolaxsi. Niente auto, tante capre e reti da pesca stese al sole. Arki, a 7 miglia dalla più nota Lipsi, è tutta qui. È il mare il must dell’isola francobollo. La star è Linnari, la baia più spettacolare, con la sabbia bianca e l’acqua di cristallo. Ha i riflessi turchesi Tiganakia, o Laguna Blu. Unico evento il 23 agosto: la festa di Panigiri, dove gli abitanti e i pochi turisti si scatenano in balli tradizionali.

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Il piccolo porticciolo di Lipsi – Foto shuttestock.com

Poche miglia e si approda a Halki, miniatura della vicina Symi. Un trionfo di colori, così diversa dalle architetture bianco smagliante delle Cicladi. Davanti la sfilata di isolotti che ricorda una barriera corallina. Si ormeggia nella baia di Trachia, con l’istmo sotto il castello del 1300 con due spiagge, all’isolotto verdissimo di Alimnia o a Areta, la più defilata.

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Area marina protetta, Egadi, Sicilia – Foto shutterstock.com

Nel cuore delle Egadi…

A ovest, piccoli mondi si concentrano in uno spazio esiguo, a Levanzo, sei chilometri quadrati in tutto, dove veleggiare nel cuore dell’area marina protetta delle Egadi. Pastori che percorrono l’isola a dorso di mulo, pescatori che dipingono le barche in legno coloratissime a Cala Dogana di fronte al piccolo borgo di case bianche, aragosta direttamente dal mare alla trattoria Paradiso. Pascoli verdi, alberi da frutto e la macchia mediterranea di 400 specie diverse ricoprono l’interno. Cala Minnola è la perla della costa, uno specchio di mare lambito dai pini nani. La grotta del Genovese, sul lato opposto, racchiude un tesoro, incisioni e pitture colorate in rosso e nero del periodo paleolitico che rappresentano danzatori, buoi, asini e cerbiatti. Ci si dimentica del mondo a Cala Fredda, un sogno azzurro.

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Maiorca, Spagna – Foto shuttestock.com

Lontano dal caos alle Baleari

Ma anche se noleggiate a Maiorca nell’arcipelago delle Baleari in parte colonizzata da frotte di turisti, tedeschi in testa, riserva sorprese. Lo sanno bene gli habitué che si fermano poche ore alla troppo affollata Es Trenc, mare turchese e tre chilometri di dune di sabbia bianchissima, che non ha nulla da invidiare ai Caraibi e puntano la prua verso Cap de Formentor, famoso per il faro e le spiagge di sabbia bianca, Cala Figuera e Cala Murta. E, a nord-est, le spiagge di Cala Agulla, Alcudia e Cala Ratjada. La torre rossa e bianca di Cabo Llebeig d’Isola annuncia l’isola di Cabrera. Si ormeggia ai corpi morti (da riservare 20 giorni in anticipo) e si fa il giro con il tender di questa straordinaria  riserva naturale, parco nazionale che ospita tartarughe, delfini, coralli. Un sentiero sale al castello del 1300 che domina Puerto Cabrera.

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Carloforte, isola di San Pietro, Sardegna – Foto shutterstock.com

La Sardegna selvaggia

Ritornando nelle nostre acque, si sfugge all’invasione di barche della Costa Smeralda a Carloforte, sulla vulcanica isola di San Pietro. È una Sardegna selvaggia, ruspante, dove si scoprono grotte, scogliere a picco sul mare come la Mezzaluna e la Conca, distese di sabbia e la potenza dei faraglioni chiamati le Colonne. A est, è un buon ridosso cala Guidi, più riparata e raccolta. Prima di concedersi una cena a bordo a base dell’oro dell’isola, catturato ancora in tonnara, che tutti chiamano il tonno di corsa.

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