Enel Green Power
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È stata ufficialmente presentata lo scorso 20 settembre, a Parigi, la 13ma edizione della Transat Jacques Vabre, che partirà da Le Havre il prossimo 5 Novembre.

La conferenza stampa ha reso noti nomi, programmi, regole e sponsor dei partecipanti. Presenti anche #idueoceanici, Andrea Fantini e Alberto Bona. Unico team interamente italiano a gareggiare insieme al loro Class40 numero 55, Magalè, sostenuto dal main sponsor Enel Green Power, e seguito da un altro gruppo di grandi aziende che hanno deciso di scommettere sulla loro impresa.

vela Se vi state chiedendo cosa c’è dietro la preparazione di una delle più prestigiose regate di vela transoceanica in doppio, la risposta è presto data: un team di professionisti visionari che lavora alla preparazione della propria barca, con umanità e passione. Ma soprattutto animo sportivo. Dove non importa l’andamento con cui scegli di solcare i mari, rimarrai sempre un grande marinaio.

Il Green Project di Andrea Fantini e Alberto Bona

Quattro classi di imbarcazioni ammesse alla regata: Imoca, Class40, Ultime e Multi50. 17 nazioni rappresentate, 20 architetti provenienti da tutto il mondo che lavorano per rendere migliori, e quanto più ecologiche possibili, le prestazioni e le impronte lasciate in acqua dalle barche.

studioborlenghiÈ qui che nascono soluzioni come quella studiata per Magalè, con le modifiche strutturali ai ballast, al bulbo, l’albero nuovo e vele nuove. Per l’occasione è iniziata la trasformazione che le permetterà di diventare entro i prossimi due anni un’imbarcazione 100% ecopower. Enel Green Power, la divisione del gruppo Enel, infatti, supporterà il progetto anche nella realizzazione di soluzioni innovative per alimentare la barca solo con l’utilizzo di energia rinnovabile e sistemi di accumulo.

 

Andrea Fantini

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Il progetto ha dunque una forte impronta green, con l’installazione di pannelli solari, di un idrogeneratore e di un nuovo parco batterie. In navigazione la barca invierà in tempo reale a terra i dati sulla produzione e sul consumo di energia, per definire la configurazione ottimale e dare modo ai tecnici di studiare e applicare le soluzioni più adeguate. Un vero e proprio laboratorio sperimentale itinerante. A ogni modo, risultati eccellenti e in linea con gli obiettivi della TJV: umani, sportivi e ambientali.

«Alberto ha molta competenza ed esperienza, lo scambio è continuo e l’affiatamento cresce di giorno in giorno. Non sarà facile, rispettiamo tutti ma non è detto che la vela oceanica debba continuare a parlare sempre e solo francese» commenta Andrea Fantini.

Quando il vento chiama, i grandi marinai rispondono.

 

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