yoga

Rochelle Ballard, la miglior tube rider al mondo, è nata in California nel 1971, vive a Kauai alle Hawaii. Inizia a surfare appena adolescente con Margo Orberg e, in breve, diventa una delle più conosciute e popolari professioniste della storia di questo sport. Da ultimo, nel 2012, era prima nella sezione femminile ISA World Masters Surfing Championship.

Grazie alla sua capacità di domare le grandi onde, affinando sempre più lo stile e lavorando sulla velocità, ha portato il surf femminile all’attenzione internazionale. Senza dubbio un mito, acclamata in ogni dove, è ora uno dei punti di riferimento per l’insegnamento del surf. Appassionata di yoga è riuscita a combinare le due discipline che insegna nel suo centro, Surf Into Yoga, alle Hawaii.

Rochelle BallardL’abbiamo intervistata, per capire meglio come si trovi l’equilibrio perfetto, dentro e fuori dall’onda ma anche nella vita, imparando a combinare la pratica del surf con lo yoga.

Qual è il motivo per cui lo yoga è diventato così popolare?

«Quando Paramahansa Yogananda ha portato lo yoga nel mondo Occidentale, la società era fortemente stressata, ma anche aperta a nuove soluzioni per vivere meglio, in salute, nella prevenzione della malattia, alla ricerca di un livello profondo di consapevolezza spirituale. Così, a poco a poco, lo yoga si è diffuso come un fiore selvaggio in tutto il mondo, come una delle migliori discipline per nutrire il corpo, la mente, e connetterci con la consapevolezza spirituale».

«Se c’è qualcosa che ti fa stare bene e lenisce il dolore, le persone lo vogliono sapere. Lo yoga non è per qualcuno in particolare, per le personalità spirituali o le persone più materiali, tutti sono connessi con lo yoga. Lo yoga è universale».

surfYoga e surf sono complementari?

«Lo yoga è unione con tutti gli elementi della natura e le creature viventi.  C’è un fluire, con lo yoga, del respiro, nel corpo e nella mente, un flusso potente e delicato allo stesso tempo. Nel surfare si percepisce lo stesso fluire: ci si connette con gli elementi della natura, in una danza simile al Saluto al Sole».

«Il surfista si muove nelle onde in una posizione simile a quelle del Cane con la testa in giù, per andare sotto le onde e una posizione simile al Cane con la testa in su per andare sopra le onde e, per stare in piedi, nella posizione del Guerriero Pacifico e planare sull’onda: è in connessione con il respiro, il movimento è una comunione con l’oceano. La partica yoga, prima e dopo il surf, permette di mantenere il corpo del surfista connesso e sintonizzato».

yoga Come ha iniziato a praticare le due discipline insieme?

«A 17 anni ho iniziato a praticare surf molto intensamente, sentivo dolore ai muscoli e così mi sono fatta male. Ho imparato da uno Yogini che abitava vicino a me a sintonizzarmi con il mio respiro, con il corpo e a fare stretching in modo da prevenire sia l’affaticamento dovuto al troppo lavoro sia gli infortuni».

«Più mi dedicavo alla pratica e più mi sintonizzavo con il mio corpo: sintonizzato il corpo ho iniziato a focalizzare la mia mente e così ha iniziato a crescere, in me, anche la consapevolezza spirituale. E’ sempre stata la mia via per essere in sintonia prima e dopo il surf e durante le competizioni».

In pratica quali sono i reciproci benefici tra yoga e surf?

«Surfare ci fa ringiovanire, ci ripulisce e aiuta il corpo a  liberarsi dallo stress e dalle tossine. Già l’essere da soli nell’acqua salata è rinvigorente; quando si rema si fa un bel workout, cavalcare le onde e surfare con gli amici rende, inoltre, questa attività molto divertente e stimolante».

«Essere nell’oceano e cavalcare le onde può aiutare a riflettere, l’oceano è un posto per sintonizzarsi e focalizzare. Vale così anche per lo yoga. Di solito riguarda una riflessione personale intima, ma in gruppo, con amici o con un partner, può essere molto piacevole e stimolante».

«Forza ed equilibrio sono, inoltre, due punti fondamentali, chiave di volta, sia del surf sia dello yoga».

sunsetCi può raccontare come pratica Surf into Yoga con i suoi studenti?

«Lo stile di yoga che insegno deriva da una tecnica definita Yogalign. Si lavora sulla Biomeccanica (La Biomeccanica studia il corpo umano in toto, in particolar modo, la distribuzione delle sollecitazioni ossee, le azioni a livello articolare e muscolare durante il movimento e il mantenimento posturale, ndr), in primo luogo riportando le curve naturali della spina dorsale con l’uso dello Streching Dinamico, per agire su atteggiamenti sbagliati e cronicizzati e sostituirli con nuovi movimenti che permettono di sostenere la schiena».

«Lo scopo è diventare equilibrati, forti, consapevoli, senza dolori».

«Uso le stretch band nella metà delle classi e focalizzo il lavoro sull’apertura dell’anca, sull’allungamento delle gambe e della schiena, l’apertura del torace e sull’allungamento del tessuto connettivo per tutto il corpo».

«Surf Into Yoga è il nome della mia attività, di surf e wellness. Tutto è iniziato con i DVD, qualche anno fa. Abbiamo girato 5 sequenze brevi a abbiamo preparato, per ispirare, una sezione di surf dalle Hawaii, Indonesia e dalla Micronesia. Le attività che si praticano nel mio centro sono surf, yoga, massaggi, avventura, sono tutte individuali e con la possibilità di rimanere in ritiro. In pratica un classico ritiro Surf Into Yoga include yoga, surf, massaggi, escursionismo e life coaching. Tutto è vissuto con approccio olistico: attività divertenti e stimolanti, bilanciate con yoga, bodywork e trattamenti spa».

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