Kiteboard

Domenica 4 novembre 2018 l’Annual General Meeting di World Sailing ha definito eventi e classi veliche che parteciperanno ai Giochi della XXXIII Olimpiade che si svolgerà Parigi nel 2024: il Kiteboard racing sarà disciplina olimpica. Se il TT:R, Twind Tip Racing, è entrata per la prima volta alle recenti Olimpiadi Giovanili di Buenos Aires, la svolta, olimpica, è frutto di un lungo lavoro, in cui l’Italia ha avuto una parte importante grazie a Mirco Babini, da sei anni presidente dell’International Kiteboarding Association, la classe internazionale del Kiteboarding riconosciuta da World Sailing.

Olimpiadi

Nato in Romagna ma sardo di adozione, Babini vive a Chia nel sud dell’Isola e vanta una carriera agonistica nel windsurf lunga più di 35 anni, con titoli e risultati importanti a livello internazionale. Dopo aver acquisito esperienza nell’organizzazione di eventi sportivi e management sportivo, approda nel team di Luna Rossa in vista della 35° America’s Cup, dove rimane fino al suo ritiro. Precursore del Kiteboard in Italia, Babini è tra i fondatori della CKI la classe Kiteboarding nazionale e a lui si deve l’organizzazione della disciplina in Italia con il suo inserimento nella Federazione Italiana Vela quando venne riconosciuto in seno al Coni.

«L’International Kiteboarding Association è entusiasta di vedere finalmente il kiteboarding incluso nei Giochi Olimpici, dopo lo straordinario debutto in occasione di quelli giovanili – ha dichiarato Mirco Babini subito dopo la notizia della decisione dell’Annual General Meeting di World Sailing da Sarasota negli Stati Uniti – È stato un percorso lungo, strategico ed emozionante allo stesso tempo, partimmo da quel ormai lontano 2012 quando a Dublino venne ricambiato lo status e da quel giorno un duro lavoro di squadra che non si è mai fermato».

Il Kitesurf dagli anni 90 a oggi

Il Kitesurf è una disciplina nata negli anni Novanta che si è sviluppata in modo esponenziale, al mondo si contano oltre 2 milioni di praticanti; il costo relativamente basso, il mezzo a vela con le più alte prestazioni in acqua, la semplicità di trasporto sono solo alcuni dei lati positivi che hanno portato il Kiteboard ad essere una disciplina sempre più praticata e apprezzata, ma ci vorrà ancora del tempo per incrementare il numero degli atleti.

Mirco Babini

Mirco Babini, presidente International Kitesurfing Association.

«Bisogna davvero avere tanta passione ed una visione smodata del futuro per andare avanti contro tutte le difficoltà, le lobby e le persone che minano il tuo percorso», Babini continua: «Essere alla guida della IKA ha giocato un ruolo fondamentale ma difficile al tempo stesso. Ti trovi a dover affrontare decisioni molto spesso non comprese ed essendo ovviamente in prima linea sei esposto ad attacchi poco “digeribili” ma devi portare pazienza ed imparare a gestirli. Sono convinto di quello abbiamo fatto e continueremo a fare. Lo abbiamo sempre fatto in maniera professionale e funzionale rispetto all’alta prestazione che la disciplina del kiteboard con Hydrofoil necessita. Sono certo che entro un paio di anni ne vedremo davvero delle belle e l’Italia ci regalerà tantissime soddisfazioni con atleti in grado di calcare i palcoscenici internazionali».

Un’innovazione di tutto il sistema

Non sono state poche le difficoltà per gestire il sistema di comitati e commissioni che si pronunciavano relativamente alla disciplina, alle regole e alle attrezzature fino ad arrivare ai format di gara e ai regolamenti. Si può parlare, considerato l’argomento di una forte ventata di aria fresca: l’innovazione riguarderà tutto il sistema. In Italia, grazie al lavoro congiunto con la FIV si è allargata sempre di più la rete dei fedeli del kiteboard, dei giudici e dei circoli affiliati che organizzano gare e sostengono le attività formative.

Le proposte del formato di gara più adatto ad un’Olimpiade sono diverse e solo più avanti si stabilirà quello definitivo. Tra i format ipotizzati ad oggi c’è la Short Track Relay su un breve corso di bolina /poppa con partenza al traverso dove la squadra composta dall’atleta maschile e femminile coprirà i giri del percorso alternandosi come in una vera staffetta, con una zona di cambio. La competizione potrà svolgersi in batterie con una fase ad eliminazione diretta o sfruttando altre tipologie di finale in corso di valutazione.

vela

Per quanto riguarda invece le attrezzature verrà seguita l’attuale visione adottata dal CIO nei confronti di discipline con attrezzature similari come lo snowboard, lo skateboard e il surf. World Sailing, in collaborazione con la classe IKA, concederà licenze a più builder per la costruzione di attrezzature omologate per lo svolgimento delle regate. Nei prossimi mesi sarà reso pubblico il sistema di registrazione delle attrezzature che potranno concorrere per essere nella lista Olimpica. Una cosa è certa, si correrà con un Kiteboard Hydrofoil e kite foil.

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