In gara 12 maxi yacht, in rappresentanza degli hotel più lussuosi, e il Moro di Venezia a difendere i colori della Serenissima. È la magia della Venice Hospitality Challenge, la manifestazione sportiva organizzata dallo Yacht Club Venezia giunta alla sua quarta edizione.

veleA sfidarsi nelle acque interne della laguna di Venezia, lo scorso 14 ottobre, le imbarcazioni e gli skipper che hanno lasciato il segno nella storia della vela sportiva internazionale. 12 team, in rappresentanza di altrettanti hotel, più il tredicesimo, a bordo del leggendario Moro di Venezia.

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Spirit of Portopiccolo fa il bis alla Venice Hospitality Challenge

A vincere è stato Spirit of Portopiccolo, il maxi di Furio Benussi abbinato a Ca’ Sagredo Hotel che dopo la recente vittoria alla Barcolana, si è portato a casa anche la Venice Hospitality Challenge. Ottima la manovra in partenza grazie alla quale Benussi è riuscito a prendere il comando inseguito da Maxi Jena e Pendragon VI. Posizioni che non sono cambiate fino alla vittoria finale. Lo skipper triestino alla consegna del prestigioso Cappello del Doge, realizzato quest’anno dalla celebre vetreria muranese Barovier&Toso, ha dichiarato: «Vincere la mia seconda Venice è stata una grande emozione e una gran parte del merito va a mio fratello Gabriele che ha curato il lato sportivo concretizzando un programma che stiamo portando avanti da anni».

gondolaSul podio anche Nuovo Maxi Jena timonato da Mitja Kosmina per The Gritti Palace, vincitore delle edizioni 2015 e 2016 con sette minuti di stacco dal vincitore. Al terzo posto Pendragon VI per l’Hilton Molino Stucky con a bordo un ospite d’eccezione, il canoista e campione olimpico e mondiale di kayak Antonio Rossi che ha fin da subito dimostrato un grande spirito di squadra e contribuito al successo della regata.

Venice Hospitality Challenge

Lo skipper Salvatore Eulisse ha così commentato la vittoria: «È sempre un vero spettacolo vedere questi Maxi Yacht davanti a Piazza S Marco e quest’anno lo è stato ancora di più con l’Amerigo Vespucci a fare da cornice. Manifestazioni come questa giovano alla nostra città e mi auspico che in futuro siano sempre di più, magari anche in periodi differenti dell’anno con il favore del vento».

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