Golden Globe Race

È l’unico italiano che parteciperà alla circumnavigazione del mondo in solitario a vela, senza scalo, né assistenza, ma soprattutto senza strumentazione elettronica: la mitica Golden Globe Race 2018.

Rievocazione storica dell’originale edizione del 1968, diventata famosa per aver consacrato navigatori oceanici come Bernard Moitessier e Robin Knox-Johnston. Ma anche per le vicende dai contorni noir che hanno coinvolto alcuni dei nove partecipanti, tenendo con il fiato sospeso migliaia di appassionati. Partenza (1 Luglio) e arrivo da Les Sables D’Olonne, nella Francia atlantica, anziché dalla storica cornice inglese di Falmouth.

007

Foto Francesco Cappelletti – Facebook

Per la Golden Globe Race, “Mettiamo gli alberi a 007”

Abbiamo incontrato Francesco alla fine del suo tour pugliese presso il Circolo della Vela di Brindisi lo scorso 20 Gennaio, in una sala gremita di persone: velisti, famiglie, amanti del mare, curiosi. Con il sorriso e l’umiltà di chi vuole realizzare un sogno ha presentato la sua campagna Crowdfunding “Mettiamo gli alberi a 007!”. Attualmente, la sua raccolta fondi ha raggiunto circa il 58% dell’importo necessario all’acquisto dei due alberi per la sua barca, un Endurance 35 del ’71, che gli permetterà di navigare, in condizioni di maggior sicurezza possibile, per trentamila miglia tra le acque inquiete del mare australe, doppiando Capo di Buona Speranza, Capo Leewin e Capo Horn. Tutto questo grazie al sostegno di una comunità di persone che un po’ si immedesima nella sua straordinaria impresa. 007 è stata acquistata da Francesco qualche anno fa. Dapprima disarmata, poi ricostruita e modificata in base alle regole suggerite dall’organizzazione della GGR, e la scrupolosa supervisione della Fédération française de voile (FFV).

barca

Foto Francesco Cappelletti – Facebook

Le caratteristiche delle barca della Golden Globe Race

Come tutte le barche ammesse alla gara, anche quella di Francesco presenterà delle caratteristiche molto particolari: anno di costruzione antecedente al 1988, chiglia lunga, timone a vento. La fase d’irrobustimento della barca è quella più impegnativa, poiché segue una costruzione tradizionale. Insieme ai partner tecnici sono stati fissati più strati di pannelli in mogano di uno spessore di 8 millimetri ciascuno, non bullonati, ricoperti di vetroresina. La paratia sarà stagna, con il 15%  di lunghezza f.t. dalla prua. In analisi anche l’ipotesi di costruire un timone all’interno, per affrontare intere giornate in mezzo alle tempeste. La tuga, smantellata in precedenza in legno di pino marittimo, presenta una forma prominente e resistente alla pressione dell’acqua, considerando onde in oceano, alte anche trenta metri, con una forza di spinta molto potente.

Mettiamo gli alberi a 007

Foto Francesco Cappelletti – Facebook

Da qui, la recente diatriba sulla effettiva sicurezza in mare di queste imbarcazioni (in particolare sul loro possibile ribaltamento) apertasi tra l’organizzatore della GGR, Don McIntyre, e la Federazione Francese Vela. «Questa è la sfida che ho sempre sognato: superare se stessi e navigare oltre i confini in tutti i mari del mondo. Sarà una sfida epocale. Sicuramente una delle sfide più dure della storia dello yachting», afferma lo skipper toscano. Francesco, e gli altri partecipanti, infatti, potranno utilizzare a bordo solo alcuni strumenti essenziali all’orientamento e alla navigazione: bussola e sestante, un solcometro, un orologio di bordo a carica. L’unica elettronica consentita sarà un detector rilevatore di radar passivo.

regate oceaniche

Foto Francesco Cappelletti – Facebook

Ad ogni modo, i lavori vanno avanti, la messa in acqua di 007 avverrà a Febbraio, e il preordine del primo albero è stato commissionato ad una azienda ligure, la Velscaf, che garantirà a Francesco una qualità superiore alla media di un’alberatura tradizionale da diporto. Aiutare Francesco a raggiungere il suo obiettivo entro Febbraio è il primo esempio in Italia di partecipazione condivisa a una regata, considerata non solo come una competizione sportiva, ma come una vera e propria avventura umana che racconta l’intimo rapporto uomo-mare.

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