vasto
Trabocco

Su di una zona collinare che si affaccia sull’Adriatico, a pochi minuti di auto da Marina Sveva, sorge Vasto. Cittadina abruzzese che la leggenda greca vuole sia stata fondata da Diomede, che fuggendo da Troia, si fermò sulle coste adriatiche dell’Italia meridionale chiamandola Histon per ricordare il monte Histone di Corfù. Vasto ha conosciuto diversi periodi di prosperità e di decadenza, fu tante volte distrutta e poi ricostruita. Le tracce di questo passato tumultuoso, che ha visto il susseguirsi della dominazione di Frentani, Romani, Longobardi, Crociati e Veneziani, si ritrovano tra le strade ed i palazzi della città.

mura

Veduta di Vasto

Tra poesia e patriottismo

Iniziamo la nostra visita dalla piazza Barbacani, il cui centro è dominato dalla pregevole fontana eseguita nel 1629 per la famiglia d’Avalos, e dai cui possiamo ammirare l’imponente mole del Castello Caldoresco. Il lato nord, la parte più antica, domina la piazza con il suo portale quattrocentesco, la cortina e i due bastioni a base ogivale. Dal fossato il muro, continua in verticale fino al cordone con i beccatelli in pietra e gli archetti di cotto che sorreggono i bastioni. Al di sopra degli archetti si aprono undici feritoie, un tempo destinate a colubrine e piccoli pezzi di artiglieria. Nel parapetto un tempo merlato della cortina e dei bastioni sono ancora visibili le troniere per i grossi cannoni.

città d'Italia

Piazza Rossetti – Vasto

Risalendo il fianco del castello, nella strettoia che immette in Piazza Rossetti si ergeva la porta del castello, entrata principale della città demolita nel 1828. Al centro della piazza si staglia il monumento a Gabriele Rossetti, una delle glorie di Vasto, il grande vate della causa risorgimentale italiana, definito dagli storici il “Tirteo d’Italia”. Poeta fecondo ed ardente patriota, affiliato alla carboneria costretto all’esilio si rifugiò in Gran Bretagna dove morì nel 1854. Il monumento è costituito da un alto basamento in pietra bianca di Gioia del Colle, con in cima una superba aquila bronzea nell’atto di librarsi in volo. In alto i quattro medaglioni raffigurano i figli dell’esule. Alle spalle del vate, inciso sulla pietra, un bassorilievo raffigura Dante, modello a cui era informata tutta la cultura letteraria e politica del patriota vastese.

Lungo la via che costeggia il lato destro della piazza, troviamo la seicentesca chiesa di S. Francesco da Paola fino ad arrivare alla torre Bassano, struttura difensiva eretta nel 1439 da Giacomo Caldora quale elemento della cinta muraria della città. La torre prende il nome dai Baroni Bassano che ne acquisirono nel XVII sec. la proprietà e la innalzarono fino al livello attuale.

fiori

Veduta su Vasto

Un paradiso al profumo d’arancia

Continuando a sud per via Cavour, un tempo strada dei bottai e dei carradori arriviamo in piazza Marconi, nei pressi della loggia Amblingh, passeggiata di imparagonabile bellezza. Questa splendida balconata fu ricavata negli anni ’20 su di un muraglione eretto per salvare dalla frana tutto l’isolato ed in particolare la casa Rossetti. La passeggiata termina ai giardini di Palazzo D’Avalos, dove il ricercato gusto estetico si combina alla coltivazione di alberi da frutto. Com’è frequente nei famosi giardini napoletani di età barocca, l’intero giardino si configura a croce con pergolato su colonne tra siepi di bosso e cespugli di rose. In questo paradiso profumano gli alberi di arancio, la lavanda, il rosmarino, la salvia e il gelsomino, grazie al recente restauro che ha ridato vita a quello che era l’originario impianto tardo settecentesco del quale restavano solo tracce nei documenti storici.

Oltre ai giardini, da non perdere la visita al Palazzo D’Avalos affacciato sul mare e simbolo della città. Esempio, tra i più significativi, di architettura rinascimentale abruzzese della seconda metà del Cinquecento, di stampo romano. Sorto su preesistenze romane e altomedievali, ha inglobato i resti dell’edificio quattrocentesco costruito dai Caldora e devastato durante l’incursione delle armate turche del 1566. Durante i tre secoli di signoria dei d’Avalos, dalla fine del Quattrocento, il palazzo assunse gradatamente l’aspetto di una vera e propria reggia, sede di una vera e propria piccola corte locale. Dopo l’abbandono da parte dei D’Avalos, gli ambienti del palazzo furono progressivamente frazionati per ricavarne appartamenti e botteghe. Oggi le sale del palazzo ospitano il Museo Archeologico al cui interno sono conservati reperti archeologici, testimoni dei momenti storici dall’età del ferro al periodo frentano, dalla fondazione e sviluppo della città romana di Histonium all’Altomedioevo. Da non dimenticare anche i corredi funebri delle necropoli del Tratturo e di Villalfonsina, i bronzetti votivi dei santuari locali e per la fase romana il sarcofago bisomo di Publius Paquius Scaeva.

corsi ceramica

Percorsi d’arte

Scendendo verso il centralissimo Corso Garibaldi, visitiamo il laboratorio di ceramica Percorsi d’Arte. Ammireremo le ceramiche dell’artista, nonché proprietaria, Giulietta Spadaccina che, dopo aver conseguito con lode il titolo all’Accademia delle Belle Arti dell’Aquila, inizia il suo percorso pittorico riscuotendo ampi consensi ed appassionandosi successivamente alla ceramica. All’interno della bottega troviamo anche i quadri del vastese Giuseppe Muzii, artista originalissimo che adopera per le sue composizioni i materiali più disparati depositati dal mare Adriatico sulla spiaggia: legni, oggetti, e conchiglie ritrovano nelle mani dell’artista un nuovo modo di esprimersi.

mare

Pescato

La Costa dei Trabocchi

Vasto è inoltre una delle città che fanno parte della nota “Costa dei Trabocchi”, che assume il suo nome dal trabocco, antica e complessa macchina da pesca, issata su palafitte e sorretta quasi miracolosamente da una ragnatela di cavi e assi. Imperdibile l’opportunità di fermarsi a pranzare in una di queste strutture dove è possibile gustare le migliori specialità vastesi ed un freschissimo pescato locale in un’atmosfera unica, sospesi sul mare.

dolci estate

Gelateria La Dolce Vita

Nel pomeriggio possiamo unirci a Loredana che ci aspetta a La Dolce Vita e ci propone un gelato assolutamente naturale, senza glutine, senza fare uso di semilavorati industriali ma servendosi solamente di materie prime provenienti da aziende agricole e consorzi locali e elevatissima qualità. La sua filosofia? Regalarci “un momento di piacere che ci riporta alle emozioni da bambino”. Insieme a lei potremmo scoprire le tecniche ed i segreti per imparare noi stessi a realizzare il vero gelato artigianale Made in Italy.

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