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Per un velista, l’orologio da regata è una vezzosa necessità. Partiamo dal bisogno: questo strumento segnatempo è utile al regatante, e solo a lui, in sostanza soltanto nei pochi minuti che precedono la partenza. Sei, dieci minuti al massimo, quindi, per i modelli più semplici, quelli che offrono solo il countdown che suona nei momenti previsti dal regolamento di regata; qualche minuto di utilizzo in più per gli orologi con accessori tattici come la ghiera graduata per stabilire il lato giusto da cui partire in funzione della posizione della linea di partenza e direzione del vento e sapere al volo gli angoli di virata e strambata. Ma, sostanzialmente, il loro scopo finisce qui. Un po’ più esteso è l’uso di quegli orologi come i Garmin o i Suunto che funzionano più da computer da polso che come i tradizionali segnatempo, il loro lavoro può andare avanti tutta la regata, tra gps e timer complessi. Anche per questo sono necessariamente digitali e non analogici, come invece è di rigore tra gli orologi della fascia di prezzo più alta. (Qui sotto, un pezzo molto amato dai collezionisti, il Lemania Elvström)

Lemania Elvstrom

Il vezzo del velista si evince dal grande numero di prodotti sfornati dalle case di orologeria per una comunità in sostanza esigua, ma non priva di sostanze. Perché se è vero che esistono perfetti compagni di partenza che costano poche decine di euro, le migliori marche da quadrante, sfoggiano pezzi che di euro ne costano decine di migliaia.

Non si creda che la voglia di avere al polso un partner per la partenza sia recente. I primi esemplari con il sistema delle cinque palline colorate apparvero negli Anni 60. Il capostipite della famiglia è l‘Aquastar Regate, cui dedichiamo la foto di apertura. Il brevetto del conto alla rovescia con i cinque  pallini che cambiano colore fu depositato nel 1961 dalla casa orologiaia Jean Richard, che nel 1962 presentò l’Aquastar, il primo orologio da polso con questo sistema in uso ancora oggi. In seguito Aquastar divenne un marchio distaccato dalla casa madre e ha continuato a vendere i suoi prodotti. Cosa che fa ancora oggi, anche se con modelli meno iconici.

 

In oltre 60 anni, il desiderio di un puntuale compagno da polso non è scemato tra i navigatori e si amplia la scelta di orologi e funzioni. Ecco, così, che abbiamo realizzato una rassegna di cosa oggi offre il mercato tra questi particolari segnatempo, che, in ordine alfabetico, vi consentirà di trovare il modello che si adatta ai vostri gusti. Poi, se si adatta anche alle vostre finanze, avete quadrato il cerchio.

Abbiamo deciso di non affrontare al momento gli smartwach da vela, come il modello proposto dalla Astra, perché lì è più una questione di sistema e di app piuttosto che di orologio.

Cominciamo così con il primo produttore, ma solo in ordine alfabetico.

 

AlpinaAlpina-Regatta-2

Il marchio ginevrino Alpina, attivo dal 1883, propone una nuova versione del classico cronografo da regata. Il Seastrong Yacht Timer 300 Regatta Countdown è un modello meccanico a carica automatica con il calibro AL-880 con 25 rubini e 46 ore di riesrva di carica. La sua caratteristica principale è il countdown per la partenza, con un indicatore rotante e colorato che mostra le cifre analogiche da 10 (minuti) a START. Indicatori dei secondi che mancano al via al posto delle ore, la lancetta dei secondi triangolare e di un bell’evidente rosso.

Corona graduata sui 360° e rotante per studiare tatticamente il campo di regata e per la strategia di partenza. Impermeabile fino a 300 metri ha il fondo cassa trasparente per mantenere visibile il movimento interno. In vendita, direttamente nel sito del produttore a 2920 euro (3150 Chf).

Per chi lo desiderasse è anche possibile trovare, sempre allo stesso prezzo, la versione in cui la procedura di partenza è visualizzata nelle cinque finestre tonde (foto sotto).Alpina-Regatta-Countdown-2

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