Massimo-Zedda


Sindaco, iniziamo dalla sua passione per il mare…

“Ho fatto windsurf per tanti anni, ma purtroppo adesso il tempo a disposizione è poco. Quando posso, però, d’estate cerco di andare in barca a vela, per trascorrere qualche giorno di relax a contatto con il mare.”

Dove preferisce veleggiare?
“Amo la zona di Villasimius, soprattutto Mari Pintau, e, nel contesto urbano, mi piace molto Cala Mosca, visibile persino dal lungomare di Cagliari. Una dimostrazione di come a solo un chilometro dal pieno centro della città, ci siano delle insenature e delle rade bellissime. Come d’altronde è bella tutta la costa nel suo insieme.”

Quali sono gli elementi fondamentali per accogliere i turisti?
“Tutto il turismo, e quello nautico in particolar modo, si sposta in base ai servizi, alla bellezza dei luoghi, all’accoglienza…sono tanti gli elementi importanti. Su tutti, ci tengo anche a sottolineare l’importanza della sicurezza in mare, siamo in un golfo molto ampio, e un approdo sicuro è uno degli elementi che fin dall’antichità determinava il luogo in cui fermarsi. È poi fondamentale avere un contesto urbano adeguato e accogliente, in modo tale che chi si ferma a Cagliari, non abbia solo l’opportunità di fare una passeggiata nel porto turistico, ma possa anche visitare la città, i musei, il centro storico, e fare acquisti nelle vie dei negozi. Bisogna pubblicizzare tutto questo, per poter accogliere turisti che possono essere affascinati da Cagliari e dalla Sardegna per diverse ragioni. Cercando però sempre di preservare le coste con strutture meno impattanti possibile, senza consumare territorio.”

A proposito di consumo del territorio, parliamo del progetto per la costruzione del Capo Malfatano Resort*. Gli ambientalisti si sono mossi già da molto tempo per fermare quello che definiscono uno scempio. Qual è la sua posizione in merito?
“È un peccato realizzare un’opera del genere, anche perché quella spiaggia, che io conosco perché ci vado da molti anni, che ha un’isoletta al centro e un’insenatura splendida, già ha un carico di persone che quell’area non riesce a reggere. Al di là delle polemiche, innanzitutto secondo me il territorio, là dove non è stato costruito, deve essere preservato, perché rappresenta un elemento che può attivare turismo e ricchezza, anche per la tutela dell’ambiente. Al di là di questo, in quello spazio ristretto c’è già un carico di persone che rischia di compromettere l’ecosistema.”

Anche il Poetto, e tutto ciò che quella spiaggia rappresenta per Cagliari, sembravano a rischio fino a poco tempo fa…
“Lì è un problema di piano di utilizzo del litorale, dev’essere approvato in tempi brevi per consentire a coloro che operano al Poetto, le attività commerciali presenti, di continuare a lavorare. Perché quella è la valvola di sfogo sia dei cagliaritani, sia di molti turisti.”

*L’idea è quella di costruire nella collinetta che sovrasta la spiaggia di Tuerredda, a due passi da Teulada e Capo Malfatano, un complesso turistico a cinque stelle composto da tante villette e da un albergo articolato su più edifici, con terme, ristoranti, centro sportivo e piscine. In totale 150mila metri cubi di cemento che pian piano stanno già colando su una delle più belle e incontaminate zone della Sardegna sud-occidentale. A costruire su 700 ettari il «Capo Malfatano Resort» sarà la società Sitas, una cordata di imprese di cui fa parte la Sansedoni spa (40%, controllata dal Monte dei Paschi di Siena), la Benetton (25%, attraverso la Ricerca Finanziaria spa), il gruppo Toffano (24%) e il gruppo Toti (11%). La gestione dell’albergo sarà invece affidata alla Mita spa, la società dal gruppo Marcegaglia, che in Sardegna già amministra il Forte Village, a Santa Margherita di Pula, e l’ex arsenale della Maddalena.

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