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Regate e competizioni, turni notturni, trick estremi: le sollecitazioni fisiche e mentali sono alla base del lavoro degli atleti del mare, velisti e rider. Quali sono i problemi più comuni e come scongiurarli? Lo abbiamo chiesto al Dott. Manuel Passarini di Kern Global.

Quali sono le cause dei più frequenti problemi muscolari e articolari dei velisti?

«Gli infortuni più frequenti riguardino soprattutto l’articolazione coxo-femorale e quella del cingolo scapolo-omerale. Tuttavia, in attività sportive così globali, è interessato l’intero sistema muscolo-scheletrico. Infatti, non si può non considerare l’impiego di articolazioni come quella del ginocchio, della tibio-tarsica o quelle dell’avambraccio. Inoltre tutti i muscoli, sia quelli fasici che tonici sono continuamente sottoposti a stress».

E per il kitesurf disciplina sempre più seguita?

«Bisogna considerare che è uno sport molto spesso asimmetrico, perciò si possono creare degli scompensi tra i muscoli agonisti e antagonisti e la loro diversa fase di attivazione durante gli allenamenti e le gare. Per cui occorre porre l’attenzione nel riuscire ad ottenere il giusto equilibrio tra muscoli e articolazioni troppo spesso sollecitate, così da avere un giusto compromesso tra l’elasticità e rigidità che i muscoli devo presentare. Il rischio nel non considerare tutto ciò, può portare a soffrire di cervicalgia, lombalgia, tendiniti e stiramenti di natura traumatica, nel momento in cui non si reagisce prontamente ad uno squilibrio improvviso, ad esempio una virata non prevista, perché non abituati».

prevenzione Come si lavora sulla prevenzione?

«Sarà determinante eseguire uno screening di valutazione circa il livello dell’atleta, l’età, eventuali problemi fisici, il fattore climatico, così da poter sviluppare nel migliore dei modi la fase più importante, quella della prevenzione. Per prevenzione, s’intende quella fase nella quale sia con della motricità generale che specifica a terra o a bordo, si debba ricercare di riprodurre il più fedelmente possibile durante gli allenamenti ciò che poi ritroverò in gara. Quindi si dovrà tenere conto di quanta intensità necessita un determinato sforzo, ma soprattutto con quanta durata l’intero sistema, e nello specifico i muscoli, dovranno attivarsi e inibirsi in maniera tale da essere efficaci ed efficienti».

Quali sono i suoi consigli per chi pratica queste attività agonistiche?

«Consiglio circuiti funzionali, dove si potrà sviluppare, forza, resistenza e agilità, in maniera tale da migliorare l’aspetto più importante, quello della coordinazione intramuscolare e intermuscolare. Da non dimenticare tutti gli esercizi di balance per stimolare tutti i recettori propriocettivi sensoriali. Se tutti questi passaggi verranno poi integrati con delle sedute di terapia manuale, massoterapia, osteopatia, kinesiotaping etc., diminuiranno sicuramente gli infortuni, in più miglioreranno i tempi di recupero, poiché il corpo sarà in grado di digerire meglio l’allenamento o gara precedente, ed essere pronto prima nel sottoporsi ad un nuova seduta da allenamento, migliorando così il proprio livello prestativo».

Dott. Manuel Passarini, specialista in Tecniche di Terapie Manuale. Dott. Alessandro Senesi, specialista della Rieducazione Funzionale. Kern Global, Via Mario Pagano 37, 20145 Milano, [email protected]

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