Natura e salvaguardia del pianeta sono i temi che hanno ispirato i fotografi del premio Wildlife Photographer of The Year giunto alla 53esima edizione. La mostra con i migliori scatti sarà aperta fino al 9 dicembre 2018 presso la Fondazione Luciana Matalon, a Milano.

In mostra le 100 immagini premiate al concorso di fotografia indetto dal Natural History Museum di Londra, scelte tra più di 50.000 scatti realizzati da fotografi professionisti e non da 92 paesi e valutate in base alla creatività, valore artistico e complessità tecnica.

Sewage surfer © Justin Hofman – Wildlife Photographer of the Year.

Le foto, alcune già conosciute oltre che per il valore artistico per l’aver portato in luce situazioni che evidenziano la necessità di proteggere la natura,  ritraggono, divise in 16 categorie, l’incredibile biodiversità sulla Terra.  La scelta del vincitore assoluto è emblematica, il Wildlife Photographer of the Year è stato assegnato al fotografo sudafricano Brent Stirton che ha ritratto un rinoceronte appena colpito e mutilato del suo corno all’interno del Parco Hluhluwe Imfolozi, la più antica riserva naturale africana. La foto Monumento alla specie documenta con estrema crudeltà il dramma del bracconaggio al rinoceronte per vendere i loro corni al mercato nero. Stirton ha dichiarato di aver visto almeno altre trenta scene di questo tipo durante il suo reportage all’interno della riserva. Il premio per il miglior scatto della categoria giovani, il Young Wildlife Photographer of the Year, è andato all’olandese Daniël Nelson che nello scatto La bella vita è riuscito a immortalare un gorilla felicemente sdraiato e intento a mangiare con gusto un frutto dell’albero del pane. L’immagine, realizzata nella foresta del Parco Nazionale di Odzala, nella Repubblica del Congo, rappresenta perfettamente l’innegabile somiglianza tra le scimmie selvatiche e l’essere umano, ma soprattutto l’importanza dell’ambiente da cui dipendono.  Tra i fotografi partecipanti anche i giovanissimi, le cui capacita sono già ben evidenti come Ekaterine Bee con In the grip of the gulls, nella categoria 10 anni.

In the greap of the Sea Gulls – Flatanger Norway © Ekaterina Bee. Wildlife Photographer of the Year.

Italiani premiati

Cinque gli italiani premiati in questa edizione: Stefano Unterthiner si è aggiudicato due premi da finalista, nella categoria The Wildlife Photojournalist Award: Story, con la serie di foto Salvare gli yaki, e in Natura Urbana, con Gatto all’attacco; sono arrivati finalisti Marco Urso nella categoria Mammiferi con Aspettativa, Hugo Wasserman in Natura urbana con Fuori pista e Angiolo Manetti in Ambienti Terrestri con Pitture nel deserto. Il vincitore del Wildlife Photographer of the Year nel 2011 e 2016, Marco Colombo sarà a disposizione per visite guidate alla mostra presso la Fondazione Matalon, ogni venerdì dalle 19.30 (su prenotazione).

Bold eagle © Klaus Nigge – Wildlife Photographer of the Year

Incontri con i fotografi: serate a tema

L’Associazione culturale Radicediunopercento ha organizzato delle serate di approfondimento a ingresso libero per chi si presenta con il biglietto di ingresso della mostra. Presentate dai grandi fotografi Marco Colombo e dal finalista in mostra Marco Urso, le serate avranno ospiti eccellenti. Gli incontri si svolgeranno il Sabato alle ore 21 presso la Casa della Cultura in Via Borgogna 3 a Milano con il seguente calendario:
27 ottobre – Roberta Castiglioni (naturalista e zoologa) – La natura in trappola.
3 novembre Eleonora De Sabata (giornalista) Bracconaggio e crimini ambientali
10 novembre Un mare di plastica: le soluzioni concrete di Clean Sea Life – Francesco Tomasinelli (naturalista), Emanuele Biggi (biologo e conduttore Geo su Rai 3) – libro Predatori del Microcosmo
17 novembre – Marco Colombo – Dieci luoghi da salvare
24 novembre – Marco Urso – Il continente Antartico: fascino, storia e vita
1 dicembre – Alessandro Bee, Ekaterina Bee, Daniela De Donno – libro Wild, incontri e natura con prefazione di Jane Goodall

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