Photolux

Luci sul Mediterraneo per la prossima edizione di Photolux Festival, la Biennale Internazionale di Fotografia che inaugurerà l’8 novembre e sarà aperta fino al 10 dicembre 2017 a Lucca, in Toscana.

“Il Mediterraneo è un immenso archivio e un profondo sepolcro”. Risuonano le parole di Predag Matvejevic, autore nel 1987 di Breviario mediterraneo, lavoro fondativo della storia culturale della regione del Mediterraneo, tradotto in oltre venti lingue: da qui parte la riflessione filosofica che guida il percorso tra le ventidue mostre fotografiche in programma.

Parliamo del mare nostrum

«Il Mediterraneo è lo scenario nel quale negli ultimi anni si sta consumando l’emergenza umanitaria legata ai flussi migratori verso le coste europee, una delle più gravi per le sue proporzioni in termini di persone coinvolte e per le ripercussioni sul sistema di valori e sull’identità dell’Europa», introduce Enrico Stefanelli, fondatore e direttore di Photolux Festival, «E oggi più che mai si avverte l’urgenza di tornare a interrogare il Mediterraneo e la sua storia, di trovare un nuovo dialogo tra le culture».

rocce

© Bernard Plossu, Cabo de Gata, Espagna, 2000. Dalla mostra L’heure immobile. Mètaphysique Mèditèrranèenne, Photolux Festival 2017.

Lucca diventerà la città della luce e del mare nostrum in un avvicendarsi di mostre ed eventi, workshop e talk per dare inizio a nuove interpretazioni e nuove storie. Tra le mostre segnaliamo la retrospettiva Diary of a Century di Jacques-Henri Lartrigues, a cura di Alessandra Mauro, il fotografo che, nella definizione di Richard Avedon, “Ha fatto quel che nessun altro fotografo ha mai fatto, prima o dopo di lui: ha fotografato la sua propria vita. Come se avesse sempre saputo, fin dai primi anni, che le piccole cose racchiudono i veri segreti dell’esistenza”.

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Opatija, Croatia, August 30, 2011 Concrete bathing area along the Adriatic coast. From the series ‘Mediterranean. The Continuity of Man’ ©Nick Hannes

Le immagini di Bernard Plossu in L’Heure Immobile. Métaphisique Mèditérranéenne, rimandano a un mondo misterioso di luci ombre, silenzi e solitudini. Migrazioni è una mostra collettiva, transmediale e multimediale, e rappresenta le migrazioni nella storia e nell’attualità, mentre Nick Hannes Mediterranean. The community of man di Nick Hannes mette in risalto con le sue immagini il Mediterraneo degli uomini, in bilico tra spiagge sovraffollate e viaggi della speranza.

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