Abbandonati, incagliati, alla deriva o sommersi in specchi d’acqua, i relitti navali continuano a trasportare, nella loro immobilità, messaggi, memoria, storie. Stefano Benazzo, fotografo e artista, ha fatto della passione dei relitti un lavoro di studio e ricerca, documentato in immagini fotografiche scattate nei luoghi più remoti del pianeta.

Fino al 31 marzo 2019, presso il museo Rahmi M. Koç di Istanbul, in Turchia,  sarà possibile visitare la sua più recente mostra, Duty of Memory, Dovere di Memoria, che presenta 60 immagini realizzate in 6 anni di lavoro, tra quattro continenti. Stampatesu lastre di alluminio, le immagini rappresentano navi d’acciaio e di legno, spiaggiate tra l’Italia e l’Islanda, la Namibia, il Cile e le Falkland/Malvinas. Un percorso che dalla fine riporta alla partenza del viaggio, in un eterno ritorno di contenuti, memorie e racconti, nell’incessante sovrapporsi delle onde.

relitti

Stefano Benazzo, “Duty of Memory”, stampa su lastra di alluminio.

Il caso non esiste

La mostra, la sedicesima sui relitti per Benazzo, apre il suo percorso nel museo dedicato alla navigazione e ai trasporti voluto dal magnate e filantropo Rahmi M. Koç, «Per una fortunata coincidenza, anche se nulla avviene per caso, io e Rahmi M. Koç, ci siamo trovati in piena sintonia sull’esigenza di rispettare “Dovere di Memoria” nei confronti di chi ha creato, gestito, condotto le navi, i mezzi, le attrezzature, che hanno permesso all’uomo di far crescere le nostre civiltà. Fotografo i relitti affinché essi possano ottenere la loro ultima occasione di esprimersi, grazie a delle immagini che portano in sé la vita dei marinai e la loro memoria». Per dare sempre più spazio a queste voci, da giugno a ottobre la mostra sarà itinerante per arrivare dallo stretto del Bosforo ad Ankara e a Bursa, sempre in Turchia.

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Stefano Benazzo, Duty of Memory, dalla mostra al Rahmi M. Koc Museum di Istanbul

Immagine emblema

L’immagine rappresentata nella locandina della mostra, tra l’altro copertina del libro di Wreks: Relitti, edito da Skira, ritrae il rimorchiatore d’alto mare Samson, in armamento per 57 anni, di cui 45 anni alle Falkland, dove è stata scattata la fotografia. Il vento a 40 nodi che tirava mentre il fotografo scattava la sua immagine, non ha impedito di ritrarre la nave che ha salvato molte altre navi e centinaia di marittimi prima di essere radiata nel 1945.

Il Museo Rahmi M. Koc

Il museo Rahmi M. Koc,  si trova nella zona del Corno d’Oro, è dedicato alla storia dei mezzi di trasporto: navi, aerei, treni. Grazie al recente ampliamento e restauro, le tre aree espositive, lo storico edifico Lengerhane, costruzione del XVIII secolo su un edificio del XII secolo, il molo Hasköy, che risale al 1861, e la zona open air per l’esposizione di sottomarini, ferry boat e aeroplani, sono diventate una tappa da inserire nell’itinerario turistico di chi fa tappa in città.

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Il filantropo Rahmi M.Koc (a destra) e il fotografo Stefano Benazzo all’inaugurazione della mostra “Duty of Memory”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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