Steve McCurry
Man Reading. Sana'a, Yemen, 1997. © 2012-2017 Steve McCurry

Una stagione fotografica di grandi nomi e grandi mostre. Moltissime le esposizioni tra Brescia, Torino, Cremona e Nuoro, in Sardegna. Fotografie di Steve McCurry, Henri Cartier-Bresson, Robert Capa, Berenice Abbot, Caio Mario Garrubba, tra gli altri, esposte in mostre antologiche, alcune in anteprima assoluta, da visitare nei prossimi mesi.

A Brescia continuano gli eventi legati al Brescia Photo Festival 2017 ospitati al Museo di Santa Giulia e al  Ma.Co. f,  Centro della Fotografia Italiana, con il tema “People”. Quest’anno, inoltre, si celebrano i 70 anni della agenzia internazionale di fotogiornalismo Magnum Photos, che vede al suo interno alcuni tra i più importanti fotografi del mondo che saranno celebrati in diverse sedi: il Museo di Santa Giulia a Brescia, Camera – Centro Italiano della Fotografia di Torino con “L’Italia di Magnum. Da Henri Cartier-Bresson a Paolo Pellegrin“, e presso il Museo del Violino di Cremona. Al MAN di Nuoro in mostra gli scatti dell’americana Berenice Abbot, scomparsa nel 1991originale voce artistica tra ritratti, street photography e fotografie scientifiche.

Ecco gli eventi da non perdere…

Steve McCurry. Leggere.

mostre

Daw Aung San Suu Kyi, Yangoon, Birmania, 1995. © 2012-2017 Steve McCurry

La rassegna dedicata a Steve McCurry presenta circa 70 fotografie che ritraggono persone da tutto il mondo assorbite nell’intimità della lettura. Steve McCurry svela il potere di questa azione, la sua capacità di trasportare le persone in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo. Dai luoghi di preghiera in Turchia, alle strade dei mercati in Italia, dai rumori dell’India ai silenzi dell’Asia orientale, dall’Afghanistan all’Italia, dall’Africa agli Stati Uniti: immagini che documentano i momenti di quiete mentre ci si immerge nei libri, nei giornali, nelle riviste. Giovani o anziani, ricchi o poveri, religiosi o laici: per chiunque e dovunque può esserci un momento per la lettura. Museo Santa Giulia, Brescia, fino al 3 settembre 2017.

Magnum First

Magnum Photos

JAPAN. Tokyo. Courtyard of the Meiji shrine. 1951. © Werner Bischof/Magnum Photos

Per la prima volta in Italia, 83 stampe vintage in bianco e nero di Henri Cartier-Bresson, Marc Riboud, Inge Morath, Jean Marquis, Werner Bischof, Ernst Haas, Robert Capa e Erich Lessing accompagnate da alcuni scritti degli autori. Il titolo Magnum First si riferisce agli scatti della prima mostra dell’agenzia che, con il titolo “Gesicht der Zeit” (“La faccia del tempo”), tra il giugno 1955 e il febbraio 1956 era stata proposta in cinque città austriache. Le foto sono state ritrovate per caso nel 2006 in due casse dimenticate in una cantina di Innsbruck, un segreto svelato e un tesoro ritrovato. in mostra il reportage dal Festival delle province basche di Robert Capa, le immagini della Dalmazia di Marc Riboud, quelle tratte dal Photographic Diary di Werner Bischof. Indimenticabili le immagini scattate da Henri Cartier-Bresson per ricordare il funerale del Mahatma Gandhi. Museo Santa Giulia, Brescia, fino al 3 settembre 2017.

Magnum – La première fois

Alex Webb

Alex Webb: Ciudad Madero, Mexico, 1983. © Alex Webb / Magnum Photos

Una mostra unica presenta le foto che hanno reso celebri 20 grandissimi fotografi Magnum, con proiezioni e stampe originali. La prima volta, Première Fois, indica quel momento magico in cui gli artisti hanno trovato la loro personale e originale forma di espressione, linguaggio ed estetica. Il percorso si articola su 131 immagini e 11 proiezioni di Robert Capa, Cornell Capa, Abbas, Bruce Gilden, Christopher Anderson, Alex Webb, Chien-Chi Chang, Eli Reed, Harry Gruyaert, Olivia Arthur, David Alan Harvey, Thomas Hoepker, Richard Kalvar, Paolo Pellegrin, Gueorgui Pinkhassov, Jacob Aue Sobol, Larry Towell, Susan Meiselas, Bruno Barbey e Peter Marlow. Museo Santa Giulia, Brescia, fino al 3 settembre 2017.

Caio Mario Garrubba. I cinesi nel 1959

Mario Garrubba

© Mario Garrubba. I cinesi nel 1959.

La prima antologia mai realizzata sul lavoro di Caio Mario Garrubba dal titolo I cinesi nel 1959, maestro di fotogiornalismo con prestigiose collaborazioni con Life e Der Spiegel. In mostra le fotografie scattate in Cina durante la rivoluzione culturale quando, nel 1959, ottiene il permesso, uno tra i pochissimi, di essere ammesso nel mondo di Mao. Goffredo Parise ha scritto “Caio Garrubba ha fatto delle fotografie sulla Cina che sono la Cina. La Cina ha alcuni caratteri fondamentali, biologici, innanzitutto, poi culturali, estetici, formali; poi sociali e religioso-politici. Infine, forse il più importante, uno individuale. Garrubba li ha semplicemente, didascalicamente, dolcissimamente colti tutti. Ognuna di queste fotografie in qualche modo, in primo, secondo o ultimo piano, li comprende: se uno appare in evidenza non manca mai l’altro e nemmeno gli altri, come se l’oggetto o persona o paesaggio in primo piano fossero circondati da un alone di presenze che non appaiono ma ci sono”.  Ma.Co.f, Brescia, fino al 4 giugno 2017.

LIFE – MAGNUM. Il fotogiornalismo che ha fatto la storia

mostre fotografiche

USA. Nevada L’attrice Marylin Monroe durante le riprese del film “The Misfits” di John Huston con Clarke Gable. 1960. © Eve Arnold/MAGNUM PHOTOS

LIFE, la storica rivista fondata nel 193 da Henry Luce, ad una anno dalla nascita vendeva già 5 milioni di copie, merito dei contenuti editoriali e della potenza del racconto iconografico. MAGNUM è la storica agenzia fotografica fondata da Robert Capa, David Seymour, Henri Cartier-Bresson e George Rodger nel 1947. Il progetto del gruppo si basava sulla tutela del lavoro del fotografo. La mostra di Cremona, con le foto di Eve Arnold, Werner Bischof, Bruno Barbey, Cornell Capa, Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, Bruce Davidson, Elliott Erwitt, Ernst Haas, Philippe Halsman, Inge Morath, Dennis Stock, mette in luce il rapporto di collaborazione tra i due gruppi, per analizzare come importanti reportage riferiti ad eventi importanti del XX secolo, e realizzati dai membri di Magnum, furono trasferiti all’interno delle pagine di Life. In mostra nove storici reportage fotografici. Museo del Violino, Cremona, fino all’ 11 giugno 2017.

Berenice Abbot. Topografie

Berenice Abbot

Fifth Avenue Houses, 1936. © Berenice Abbot/Commerce graphics/Getty Images. Courtesy of Howard Greenberg Gallery, New York.

E, infine, al MAN di Nuoro, rimarrà aperta fino al 21 maggio 2017 la mostra “Berenice Abbott. Topografie“, la prima antologica dedicata alla originale fotografa statunitense (1898-1991). Ottantadue immagini realizzate tra la metà degli anni Venti e i primi anni Sessanta in cui è possibile ripercorrere il percorso artistico della Abbot, dai ritratti parigini come assistente di Man Ray, alla street photography con il racconto delle trasformazioni di New York dopo la crisi del 1929, il libro “Changing New York”, uno dei più conosciuti della storia delle fotografia ne è testimone. La terza sezione è dedicata alle fotografie scientifiche che diventano per l’artista uno spazio privilegiato di osservazione della realtà oltre il paesaggio urbano. In linea con le contemporanee ricerche sull’astrazione, Berenice Abbott realizza una serie di fotografie di laboratorio, concentrandosi sul dinamismo e sugli equilibri delle forme, con risultati stupefacenti.

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